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Ruslan Kravchenko rassegna le dimissioni: il caso di corruzione che scuote l'Ucraina

Ruslan Kravchenko rassegna le dimissioni: il caso di corruzione che scuote l'Ucraina

Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha rassegnato le dimissioni dopo accuse di corruzione legate a call center illegali. Scoperte mazzette e beni di lusso.

In un colpo di scena che ha scosso la politica ucraina, Ruslan Kravchenko procuratore generale del paese, ha annunciato le sue dimissioni a seguito di gravi accuse di corruzione. Le indagini, condotte dall’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e dalla Procura specializzata anticorruzione (Sapo) hanno portato alla luce un sistema di riciclaggio di denaro legato a call center illegali che operano truffe telefoniche.

La corruzione è un problema persistente in Ucraina, soprattutto durante il conflitto con la Russia. La cerchia ristretta del presidente Volodymyr Zelensky è stata più volte coinvolta in scandali, e questo caso non fa eccezione. Le indagini hanno rivelato che la rete criminale riceveva denaro per proteggere i call center e riciclava milioni di dollari.

Le tangenti sarebbero state utilizzate per acquistare immobili, gioielli e altri beni di valore.

Le indagini e le perquisizioni

Sabato scorso, gli agenti anticorruzione hanno condotto perquisizioni negli uffici di Kravchenko e della sua vice, Maria Vdovychenko. Secondo gli inquirenti, un funzionario della procura generale era a capo di un sistema di riciclaggio che proteggeva i call center illegali.

Le truffe telefoniche sono aumentate significativamente negli ultimi quattro anni di guerra, sia in Ucraina che in Russia.

Kravchenko ha inizialmente respinto le accuse, definendole completamente infondate. Tuttavia, domenica ha annunciato le sue dimissioni su Telegram, affermando di non voler che la carica di procuratore generale fosse utilizzata come strumento di scontro politico. La Nabu ha pubblicato immagini di una cassaforte piena di mazzette di dollari, senza però nominare i cinque membri coinvolti nel sistema.

I dettagli dell’inchiesta

L’inchiesta, denominata Cartagine ha portato all’arresto di Serhiy Kropyva vicecapo del Dipartimento per la cooperazione internazionale della Procura generale. Kropyva sarebbe a capo di un’organizzazione che controllava decine di call center in tutta l’Ucraina, proteggendo quelli che pagavano tangenti e inviando ispettori in quelli che non lo facevano.

Secondo gli inquirenti, Kropyva era strettamente legato a Kravchenko, il quale sarebbe stato a conoscenza dell’operato dell’organizzazione. Kropyva avrebbe anche organizzato la ristrutturazione della casa di Kravchenko, aiutato la moglie del procuratore a ottenere un visto per gli Stati Uniti e organizzato un viaggio in Spagna per il compleanno di Kravchenko.

Le figure chiave dell’inchiesta

Oltre a Kropyva, altre due figure chiave sono state arrestate: Yelizaveta Ivakhnenko considerata una figura chiave per la gestione e l’occultamento dei beni illeciti, e Serhii Kutsyi l’autista di Kropyva, che avrebbe svolto compiti operativi cruciali come gestire le comunicazioni tra i membri della rete e riscuotere i soldi dai finti call center.

L’Alta Corte anti corruzione ha convalidato la custodia cautelare in carcere di Kropyva, fissando una cauzione di 120 milioni di grivne (circa 2,3 milioni di euro). Le intercettazioni lette in aula hanno rivelato i rapporti tra Kropyva e Kravchenko, mostrando come il primo fosse in grado di intervenire nella gestione dei procedimenti sui call center coordinandosi con altri dirigenti.

Le conseguenze politiche

Prima di annunciare le dimissioni, Kravchenko aveva avuto un incontro riservato con Zelenskyy e David Arakhamia capogruppo di Servitore del Popolo il partito che sostiene il presidente. Secondo fonti di Ukrainska Pravda proprio da questo vertice a tre sarebbe dovuta uscire la decisione sul futuro di Kravchenko.

La presenza di Arakhamia non è un dettaglio secondario, poiché la Verkhovna Rada ha il potere di rimuovere il procuratore generale con un voto di sfiducia. Kravchenko aveva inizialmente escluso l’ipotesi di dimissioni, affermando che avrebbe obbedito solo se la Verkhovna Rada avesse votato o il presidente avesse avviato la procedura.

Secondo la Global Initiative Against Transnational Crime (GI-TOC) con sede in Svizzera, i call center illegali impiegano circa 60.000 persone in Ucraina. Questo caso di corruzione rappresenta un ulteriore colpo alla lotta contro la corruzione in Ucraina, un problema che persiste nonostante gli sforzi del governo.

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