Il caso della famiglia nel bosco ha acceso un dibattito pubblico sulla tutela dei minori e sui confini dell’intervento dello Stato nelle famiglie. Tre bambini, strappati alla loro abitazione immersa nella natura a Palmoli, sono stati affidati a una struttura protetta, suscitando interrogativi sulla separazione dai genitori e sulla gestione delle situazioni di educazione alternativa o domestica. La vicenda ha messo in luce la delicatezza delle decisioni giudiziarie e sociali. A tal proposito, Matteo Salvini ha annunciato la presentazione di un disegno di legge della maggioranza.
Ultima decisione controversa del tribunale sul caso della famiglia nel bosco
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un’ordinanza che, dopo aver già disposto il trasferimento dei tre figli della cosiddetta famiglia nel bosco in una casa famiglia a Vasto, ha stabilito l’allontanamento della madre Catherine Birmingham dalla struttura dove i bambini sono ospitati e quindi la separazione fisica tra loro. Secondo il provvedimento, il comportamento della donna nei confronti del percorso educativo e dei servizi sociali è stato giudicato “ostile e squalificante”, motivazione che ha portato i giudici a escluderla dall’abitazione protetta e a disporre il suo trasferimento in un’altra struttura. I tre figli restano invece sotto la tutela dei servizi e continuano a vivere nella casa famiglia mentre i legali della coppia hanno presentato ricorso contro la decisione. Il provvedimento ha immediatamente suscitato forti reazioni politiche e istituzionali, con critiche anche alle motivazioni del tribunale e l’annuncio di un’ispezione ministeriale per approfondire gli atti del procedimento.
Famiglia nel bosco, Salvini annuncia proposta di legge: “Bimbi strappati alla loro serenità”
Parlando da genitore, Matteo Salvini ha commentato a ‘Ore 14’ su Rai 2 la vicenda della famiglia del bosco sottolineando come “se questi sono i presupposti, ciò che succede con la famiglia del bosco può accadere a qualsiasi famiglia”. Il leader della Lega ha evidenziato l’urgenza di riunire i bambini con la loro famiglia, annunciando che oggi sarà presentata una proposta di legge della maggioranza per limitare la sottrazione dei minori solo ai casi più gravi. “Altrimenti portare via i bambini sarà una scelta che dovrà passare da un parere preventivo di esperti indipendenti”, ha precisato. Attualmente, sono circa 30mila i minori ospitati in comunità, 17mila affidati a famiglie e 345mila seguiti dai servizi sociali, una situazione che Salvini definisce “una giungla”, nella quale si domanda se qualcuno possa avere interesse a mantenerla “nel buio”.
Salvini ha ribadito la sua posizione personale: “Non parlo da segretario della Lega e da vicepremier ma da papà e genitore sconcertato e preoccupato”. Ha definito quanto accaduto ai bambini della famiglia del bosco “una violenza istituzionale” e ha promesso di impegnarsi affinché possano tornare a casa. Pur riconoscendo la legittimità dell’intervento del ministero della Giustizia, ha precisato: “Si tratta di tre bimbi che fino a quattro mesi fa giocavano e si addormentavano tranquilli a casa loro, e ora sono stati strappati alla loro serenità”.
Salvini ha sottolineato l’importanza di verificare lo stato di salute psicofisica dei minori: “Più che altro chiederò l’ispezione del ministero della Salute per verificare la serenità e lo stato di salute psicofisica di questi bimbi strappati alla loro casa”. Infine, ha annunciato la sua disponibilità a recarsi personalmente sul posto, spiegando che, sebbene un ddl richieda mesi per diventare legge, “mi rifiuto di pensare che per il ritorno a casa di questi bambini si parli di mesi, io vorrei parlare di giorni, neanche di settimane”.