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San Valentino, lettera d’amore di Settimo e Gisella dopo 60 anni di matrimonio

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A Carmignano di Brenta, Settimo Munari dedica alla moglie Gisella Milan una lettera per le nozze di diamante. Una dichiarazione d’amore che, a San Valentino, commuove il web

La dichiarazione d’amore che molte donne vorrebbero ascoltare a San Valentino arriva da una storia lunga sessant’anni. Protagonisti Settimo Munari, 87 anni, e la moglie Gisella Milan, 83, che hanno celebrato le nozze di diamante con una dedica scritta di suo pugno su una pergamena anticata.

«L’ho incontrata il Lunedì dell’Angelo, come un dono inaspettato dentro l’uovo di Pasqua: un lingotto d’oro di 44 kg.

Da allora non ci siamo più lasciati». Con queste parole Settimo ha raccontato il loro primo incontro, avvenuto a Pasquetta del 1960, trasformandolo in una metafora affettuosa e ironica.

Un amore nato a Pasquetta

Nella lettera, titolata “curriculum vitae”, Settimo ripercorre la propria storia personale. «Mia mamma Regina, per ricordare suo fratello scomparso giovane, mi chiamò Settimo, ma il mio nome più giusto sarebbe stato Fortunato», scrive. E spiega di aver avuto più volte salva la vita, ma di aver trovato la sua vera fortuna proprio quel giorno di primavera del 1960.

«Dentro all’uovo trovai Gisella, un lingotto d’oro di 44 chili», annota con tenerezza. Un’immagine che sintetizza l’inizio di una vita condivisa, costruita giorno dopo giorno.

I “lingotti d’oro” della famiglia

Da quell’incontro sono nati altri “lingotti d’oro”: i tre figli Franco, Nicola e Riccardo, oggi a loro volta padri di famiglia. Un patrimonio affettivo che Settimo descrive come il vero capitale accumulato nel tempo.

«Ho capitalizzato un valore inestimabile. Io sono l’uomo più ricco del mondo», conclude nella sua lettera.

La ricchezza che non si misura in denaro

La storia di Settimo e Gisella assume un significato particolare nel giorno dedicato agli innamorati. Dopo sessant’anni di matrimonio, l’amore continua a dichiararsi apertamente, senza pudore, confermando che la ricchezza autentica non risiede nei beni materiali ma nei legami costruiti e custoditi nel tempo.