Sarcoma, il tumore raro che colpisce le braccia e le gambe
Sarcoma, il tumore raro che colpisce i muscoli
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Sarcoma, il tumore raro che colpisce i muscoli

Sarcoma, il tumore raro che colpisce i muscoli

Il sarcoma dei tessuti molli è una forma rara di tumore che colpisce principalmente le braccia e le gambe. Ecco come si cura.

Il suo nome per esteso è ‘sarcoma dei tessuti molli’. Si tratta di una forma rara di tumore che colpisce principalmente gli uomini che hanno oltrepassato i 50 anni di età. Se la diagnosi è precoce, nel complesso, tra pazienti pediatrici e adulti, la sopravvivenza raggiunge il 70 per cento. Più severe le probabilità in caso di scoperta del tumore, quando il male è già in uno stadio avanzato. Per respingere il sarcoma è necessario sottoporsi ad intervento chirurgico e consultare anche un radioterapista e un medico oncologo.

Un tumore raro

Il sarcoma dei tessuti molli è una forma di tumore piuttosto rara, in grado di insorgere in qualsiasi parte del corpo, anche se – secondo quanto dichiarato dagli esperti – gli arti superiori o inferiori risultano essere i più colpiti. Principale ‘preda’ del sarcoma è il tessuto connettivo: i muscoli, i nervi, i vasi sanguigni e i tendini. Perché la prognosi sia efficace, occorre valutare il grado di malignità, la profondità di localizzazione del tumore e la dimensione, sopra o sotto i 5 centimetri di diametro maggiore.

Il tumore è in grado di provocare metastasi, in particolare ai polmoni.

Sintomi e come riconoscerlo

Riconoscerlo potrebbe non essere facile, ma gli esperti parlano di una particolare tipologia di sintomi nei pazienti che ne soffrono. Innanzitutto, il primo segno di un sarcoma è contraddistinto dalla comparsa di una tumefazione, un rigonfiamento della pelle, molto raramente doloroso, nel punto interessato dalla malattia. La tumefazione è spesso riconoscibile al tatto quando la malattia è localizzata superficialmente. Il rigonfiamento può avere una crescita molto variabile, da settimane fino anche ad anni. Sintomi e segni risultano invece meno specifici quando la malattia si sviluppa a livello dell’addome. In questo caso occorre prestare attenzione a eventuali difficoltà respiratorie o nel transito del cibo attraverso il canale digerente, così come a possibili sanguinamenti. Non c’è da stupirsi dunque se nella maggior parte di questi tumori, soprattutto a livello dell’addome, la diagnosi avvenga in maniera occasionale e ritardata.

Per individuare il sarcoma, qualora non fosse evidente da identificare, il chirurgo deve fare richiesta di una ecografia della sede sospetta, oppure una tac a contrasto, qualora si avesse più di un sospetto, oppure ancora una risonanza magnetica. Infine, una Pet può risultare necessaria, se non fondamentale per capire se il tumore è localizzato o se presenta una metastasi. La prova del nove, però, spetta all’esame istologico, che ha proprio lo scopo di confermare la diagnosi.

Come si cura

Per la sua stessa natura di tumore, il sarcoma dei tessuti molli deve essere sottoposto a un trattamento complesso, che prevede un intervento mirato su più fronti. Gli esperti consigliano comunque di rivolgersi sempre ad un centro specializzato, in cui vi sia presente la figura di un chirurgo, di un radioterapista e di un medico oncologo. L’intervento chirurgico rappresenta la prima manovra curativa del tumore, in quanto il personale specializzato si occupa della rimozione fisica e per intero del tessuto tumorale, avvolto da una porzione di tessuto sano, così da evitare di lasciare micro satelliti della malattia e impedirne una riemersione. Se il tumore risulta essere radiosensibile, allora una radioterapia potrebbe risultare efficace per impedire completamente al sarcoma di ripresentarsi. La chemioterapia potrebbe risultare un’ulteriore via interessante, ma a conti fatti, efficace solo per alcune varianti del sarcoma, quando invece, per la maggior parte, i dottori tendono a non assegnarla, in quanto debilitante per il paziente.

Prevenzione

“I sarcomi sono tumori rari e sono anche eterogenei fra loro: questo costituisce una difficoltà maggiore per gli studi clinici, che dunque rappresentano una sfida continua proprio a causa del basso numero di casi per ciascun tipo di sottogruppo”, ha dichiarato al Corriere della Sera Silvia Stacchiotti, oncologa dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, il 15 settembre 2017. Proprio per la loro varietà gli esperti non sono in grado di individuare fattori di rischio comuni a tutte le possibili forme della malattia e, di conseguenza, non possono fornire delle indicazioni precise per operare una corretta linea di prevenzione da questi mali. Tuttavia, per il sarcoma dei tessuti molli qualcosa è stato trovato: ad esempio una associazione a malattie di origine genetica, come la sindrome di Werner, caratterizzata da un invecchiamento precoce dei tessuti. Ad essa poi si aggiunge l’individuazione di sostanze chimiche cancerogene, come le diossine, alcuni tipi di pesticidi e il cloruro di vinile. Nonostante queste scoperte, tuttavia non esiste un vero e proprio screening del sarcoma dei tessuti molli.

Morto Sergio Marchionne

Dopo tanti giorni a combattere contro il sarcoma dei tessuti molli, Sergio Marchionne non ce l’ha fatta. Il grande manager a cui John Elkann ha affidato le sorti di Fca per contrastare la crisi, ha perso la sua battaglia contro il tumore che lo aveva costretto a farsi ricoverare in quell’ospedale universitario a Zurigo. Le sue condizioni erano state stazionarie, ma irreversibili, finché mercoledì 25 luglio 2018 non è arrivata la notizia della sua morte.
In Italia sono 3500 casi all’anno di sarcoma dei tessuti molli, come riportato anche dal Corriere della Sera. In base al monitoraggio dell’Associazione Italiana Registro Tumori, la malattia sarebbe leggermente più diffusa tra gli uomini: ne colpisce 3,3 ogni centomila abitanti, rispetto al 2,7 delle donne. Quando un paziente ha qualche sospetto in merito alle proprie condizioni di salute, secondo gli esperti deve rivolgersi subito a un centro specializzato, perché il 20% dei casi – come riportato dal sito della Fondazione Umberto Veronesi – viene trattato in maniera inadeguata al primo accesso chirurgico e questo può compromettere il buon andamento della cura di questo gruppo di malattie.

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Andrea Danneo
Andrea Danneo 584 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.