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Sayf, giovane artista genovese, figura tra i volti nuovi alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. Presenta il brano «Tu mi piaci tanto», che fonde sonorità pop e urban e affronta temi sia sociali sia personali. Il percorso dell’artista inizia con lo studio della tromba alle scuole medie e si sviluppa in collettivi indipendenti prima dell’approdo all’Ariston.
L’esibizione è programmata per la serata del 26 febbraio, terza giornata della kermesse. Il pezzo è oggetto di attenzione per il testo ricco di riferimenti e per il ritornello immediato, destinato a consolidarsi nella memoria degli ascoltatori.
Le radici e il percorso musicale
Dopo l’attenzione suscitata dal brano e dal ritornello, la carriera di Adam Sayf Viacava si radica in un percorso formativo preciso. Adam Sayf Viacava, noto come Sayf, è nato a Genova nel 1999. Ha origini miste: madre tunisina e padre italiano. Cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, ha iniziato la pratica musicale da bambino studiando tromba. Lo strumento rimane presente nelle sue produzioni. La scelta timbrica indica un approccio che amplia le coordinate tradizionali del rap, privilegiando integrazioni melodiche e arrangiamenti non convenzionali.
I primi passi: collettivi e mixtape
La passione per il rap si è sviluppata in adolescenza. Nel 2017 Sayf è entrato nel collettivo Luvre Muzik, fondato con il produttore Zero Vicious. Con il collettivo ha pubblicato due mixtape indipendenti. Sono triste (2019) è un lavoro ampio che l’artista ha poi deciso di rinnegare. Everyday Struggle (2026) è stato realizzato durante il periodo di pandemia mentre si trovava a Sesto San Giovanni. Queste esperienze collettive e i progetti autoprodotti hanno contribuito alla definizione del suo linguaggio musicale e alla costruzione di una base di ascolto dedicata.
La svolta artistica e le collaborazioni
La maturazione artistica di Sayf si manifesta soprattutto a partire dal 2026. In quell’anno fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music. Pubblica l’EP Se Dio Vuole, evento che amplifica la visibilità del suo progetto musicale. Da quel momento il suo nome circola a livello nazionale grazie a singoli che delineano un’identità sonora coerente. I brani mostrano una capacità di combinare testo e melodia con uno stile riconoscibile.
Feature e notorietà estiva
Tra le collaborazioni più rilevanti figurano Rhove, Disme ed Ele A. Nel 2026 partecipa al brano Erica di Bresh, incluso nell’album Mediterraneo. Raggiunge una platea più ampia anche con Sto bene al mare, firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi. Queste collaborazioni hanno ampliato il pubblico di riferimento e aumentato l’attesa per la sua partecipazione a Sanremo.
«Tu mi piaci tanto»: testo, temi e ricezione
Sayf arriva a Sanremo con un brano che alterna un ritornello orecchiabile a strofe dense di riferimenti personali e collettivi. Il pezzo è pensato per il palco del Festival di Sanremo e mira a confrontare memoria e attualità. L’autore mette in sequenza ricordi sportivi, rimandi culturali e slogan politici rielaborati con tono critico e ironico.
Un testo stratificato
La melodia rimane volutamente semplice, mentre il testo si sviluppa per strati. Sayf cita eventi locali come le alluvioni in Liguria e in Emilia. Affronta inoltre temi quotidiani come lavoro, tasse e responsabilità verso le generazioni future.
Il ritornello, che ripete «Tu mi piaci tanto», costituisce il punto di equilibrio emotivo tra immagini più dure e osservazioni critiche. La ricezione finora mostra interesse sia per la forma melodica sia per la densità tematica delle strofe.
Identità, fede e impegno
Proseguendo la discussione avviata dalla ricezione del brano, Sayf affronta temi di identità e impegno politico con toni misurati. Sul piano culturale manifesta rispetto per artisti come Ghali, ma esclude l’intenzione di replicare modelli altrui. In ambito personale definisce la fede come una questione privata e praticata nel quotidiano. Mantiene uno spirito religioso con pratiche ereditate dall’infanzia, tra cui l’osservanza del Ramadan e il rispetto di precetti alimentari.
Il rapporto con Genova e con l’Italia
Il legame con la città natale emerge come elemento centrale nella sua narrazione artistica. Sayf descrive Genova come una presenza fondamentale, quasi materna, per la formazione culturale e creativa. Sul piano nazionale esprime un sentimento composito: riconosce pregi concreti, come la cucina e la qualità della vita, ma evidenzia anche contraddizioni sociali e politiche che ricorrono nei testi. Questo rapporto duale alimenta la densità tematica delle strofe e la lettura critica del paese.
Questo rapporto duale alimenta la densità tematica delle strofe e la lettura critica del paese. La partecipazione al Festival rappresenta per l’artista una vetrina per misurare la ricezione di un repertorio che coniuga melodia, riferimenti culturali e impegno sociale.
Con «Tu mi piaci tanto» Sayf punta ad ampliare la propria platea e a consolidare una proposta identitaria nei contesti mainstream. La serata del 26 febbraio costituirà un banco di prova immediato per valutare l’accoglienza del pubblico e della critica, con possibili riflessi sulla programmazione radiofonica e sulle playlist editoriali nelle ore successive.