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Sondaggi politici e referendum: numeri in calo alla vigilia del voto, cosa sta succedendo davvero

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A poche settimane dal voto emergono nuovi equilibri: i sondaggi politici sul Referendum segnalano un quasi pareggio tra i due fronti e movimenti importanti tra i partiti.

Gli ultimi sondaggi politici sul Referendum arrivano dalla YouTrend per AGI, pubblicati nella Supermedia del 5 marzo 2026. Numeri che, letti uno dopo l’altro, non fanno altro che raccontare una tendenza nuova del momento? Forse, vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Sondaggi politici del Referendum, i dati al momento: nuovo scenario

Il punto centrale è il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Qui succede qualcosa di nuovo probabilmente… Il fronte del Sì scende al 50,4%, mentre il No risale rapidamente fino al 49,6%. In pratica, quasi pari, una settimana fa il margine era più largo. Ora non più.

La forbice tra le due opzioni si è ridotta di 1,6 punti percentuali. Poco? In realtà moltissimo, considerando che il voto è ormai alle porte. Gli analisti di YouTrend lo scrivono chiaramente nella loro analisi per AGI: la sfida è ormai dentro il margine statistico di pareggio.

Tradotto: può succedere di tutto.

E questo è il punto che molti osservatori stanno sottolineando nelle interviste e nei commenti pubblicati dall’agenzia. Il clima è cambiato. Non di colpo, ma quasi. Una settimana fa si parlava di vantaggio stabile del Sì. Oggi il quadro appare molto più fragile.

Il silenzio elettorale è vicino. E i sondaggi politici sul Referendum diventano inevitabilmente il termometro di queste ore convulse. Numeri letti, riletti. Commentati nei corridoi della politica.

E qualcuno, sottovoce, ammette che la partita è ancora apertissima.

Sondaggi politici Referendum e partiti: centrodestra in calo, cresce il Movimento 5 Stelle?

Ma la Supermedia pubblicata da AGI e YouTrend non guarda solo al referendum. Dentro ci sono anche i dati sui partiti. Ed è qui che emerge un’altra dinamica interessante o quantomeno nuova…

Il centrodestra, nel complesso, perde terreno… La coalizione scende di circa 1,5 punti percentuali rispetto a due settimane fa. Non un crollo, ma un segnale per il momento non proprio positivo, almeno per ora.

Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, si ferma al 28,8%. Restando comunque senza dubbio il primo partito, ma senza riuscire a consolidare la soglia del 29%.

Poi c’è la Lega di Matteo Salvini. Qui il dato è nuovo: 6,5%. È il livello più basso dall’inizio della legislatura. Un record negativo.

Qualcosa di curioso invece accade sul fronte dei verdi, Alleanza Verdi e Sinistra sale al 6,7% e supera proprio la Lega. Un sorpasso che fino a qualche tempo fa sembrava difficile, se non addirittura impensabile…

Nel resto della coalizione di governo, Forza Italia scende leggermente all’8,7%, mentre Noi Moderati rimane stabile all’1,1%.

Nel campo opposto ecco che invece, i movimenti sono diversi… Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein perde mezzo punto e si attesta al 21,6%. Non approfitta quindi della flessione di Fratelli d’Italia.

Chi cresce davvero è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,6% arrivando al 12,4%.

E così la distanza tra i due blocchi si accorcia e sembrerebbe di parecchio. La maggioranza di governo è al 45,1%. Il cosiddetto campo largo al 44,5%.

Solo 0,6 punti di differenza. Effettivamente pochissimi…

Tra gli altri partiti, Azione di Carlo Calenda è al 3,3%, mentre Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci sale al 3,2%.

Italia Viva di Matteo Renzi resta al 2,2%, e +Europa rimane all’1,6%.

Numeri, sono solo numeri certo, ma dietro quei numeri c’è una campagna che si sta stringendo sempre di più.

E i prossimi giorni, probabilmente, diranno se questi sondaggi politici sul Referendum erano davvero il segnale di qualcosa che stava cambiando. Oppure solo… una fotografia momentanea. Una di quelle che la politica, spesso, ribalta all’ultimo minuto.