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Sparatoria in Texas, morti e feriti in un bar a Austin: "Possibile legame con l'attacco in Iran"

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Sparatoria ad Austin, in Texas: due morti e 14 feriti, l’FBI valuta un possibile legame con motivazioni terroristiche filo-iraniane.

Una sparatoria nel centro di Austin, in Texas, ha riacceso l’allarme sicurezza negli Stati Uniti, intrecciando cronaca nera e possibili motivazioni ideologiche. L’attacco, costato la vita a diverse persone e conclusosi con l’uccisione dell’assalitore da parte della polizia, è ora al centro di un’indagine federale che valuta un “potenziale atto di terrorismo” alla luce degli elementi emersi sul profilo e sulle posizioni espresse dal responsabile.

Sparatoria fuori da una birreria in Texas: morti e feriti

Nelle prime ore della notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo, una violenta sparatoria ha sconvolto Austin, causando due vittime e 14 feriti, tre dei quali in condizioni critiche. L’attacco si è verificato nei pressi del Buford’s Backyard Beer Garden, locale situato nell’area dei divertimenti vicino al campus dell’University of Texas at Austin.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, l’uomo avrebbe inizialmente esploso colpi d’arma da fuoco dall’interno di un Suv contro i clienti seduti all’esterno del bar. In seguito avrebbe parcheggiato, impugnato un fucile e continuato a sparare contro i passanti. All’arrivo degli agenti si è verificato uno scontro a fuoco: “si sono trovati di fronte all’individuo armato e tre dei nostri agenti hanno risposto al fuoco, uccidendo il sospettato, ha dichiarato il capo della polizia Lisa Davis. Il sindaco Kirk Watson ha lodato la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori, sottolineando la tempestività dell’azione in una situazione di estrema emergenza.

Sparatoria fuori da una birreria in Texas, morti e feriti: “Possibile legame con l’attacco in Iran”

L’autore dell’attacco è stato identificato come Ndiaga Diagne, 53 anni, cittadino statunitense di origine senegalese. Elementi rinvenuti durante le indagini hanno attirato l’attenzione degli investigatori federali: l’uomo indossava una felpa con la scritta “Property of Allah” (“Proprietà di Allah”) e sotto una maglietta con richiami all’Iran; nella sua auto sarebbe stato trovato anche il Corano insieme ad abiti descritti come islamici. Una fotografia diffusa dal New York Post lo ritrae armato di fucile e con abbigliamento mimetico.

Secondo il SITE Intelligence Group, che monitora l’estremismo jihadista online, Diagne aveva pubblicato in passato contenuti con “sentimenti filo-regime iraniano e odio per la leadership israeliana e americana”. L’Federal Bureau of Investigation, attraverso la Joint Terrorism Task Force, sta valutando un possibile movente ideologico. “È ancora troppo presto per determinare una motivazione esatta, ma c’erano indizi sul soggetto e sul suo veicolo che indicano un potenziale nesso con il terrorismo”, ha spiegato Alex Doran, responsabile ad interim dell’ufficio Fbi di San Antonio, aggiungendo: “Al momento siamo pronti a dire che si è trattato di un potenziale atto di terrorismo”.

L’episodio si inserisce in un clima di tensione internazionale seguito ai recenti sviluppi in Medio Oriente. Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza in siti sensibili come impianti energetici e infrastrutture di confine, mentre le autorità proseguono gli accertamenti per chiarire la matrice dell’attacco.