SpaceX continua la sperimentazione dei propri dispositivi che dovranno volare nello spazio e per farlo hanno bisogno di continue prove e tentativi atti a scoprire eventuali punti deboli che potrebbero vanificare la missione reale, ecco quindi che vi è un impegno spasmodico nel testare tutte le componenti che compongono le navicelle spaziali.
Missione di test conclusasi come sperato
ha tenuto a rassicurare i fan che seguivano l’evoluzione della navicella sui social svelando che l’intero programma è terminato nel modo previsto e che sono stati rilevati dati importanti relativamente alla configurazione V3.
Infatti nell’analisi degli ingegneri si è valutata la chiusura degli alettoni ed il comportamento prestazionale dello scudo termico, dati che saranno poi cruciali per le reali missioni dove sarà impiegata Starship.
Esplosione a largo dell’oceano indiano
Nel programma di Starship era previsto anche lo splashdown a largo dell’oceano indiano, infatti nel video condiviso dalla stessa agenzia spaziale si vede Starship avvicinarsi verso l’acqua, ribaltarsi, simulare l’accensione dei motori e poi esplodere.
Non si trattava di un effetto scenografico ma di un passo naturale del test per il motore V3 e per le capacità della stessa navicella.
SpaceX ha confermato che Starship, come riporta Fanpage, ha utilizzato due motori nella fase finale dopo aver perso un Raptor mentre compiva la propria ascesa verso lo spazio.