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Si dimette la direttrice dell'intelligence Usa Tulsi Gabbard: "Mio marito ha un tumore"

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Dimissioni di Tulsi Gabbard: l’uscita dai vertici dell’intelligence USA tra motivi familiari e frizioni politiche.

Le dimissioni della direttrice dell’Intelligence Nazionale USA, Tulsi Gabbard, segnano un passaggio rilevante all’interno dell’amministrazione americana guidata da Donald Trump. La decisione, motivata da ragioni familiari e da tensioni politiche maturate negli ultimi mesi, apre un nuovo scenario ai vertici della sicurezza nazionale statunitense.

Un’esperienza a Washington tra tensioni e distanze politiche

L’esperienza di Gabbard a Washington si è sviluppata in un contesto complesso, segnato da equilibri instabili e da una progressiva marginalizzazione interna. Entrata nella scena politica come figura atipica — ex deputata democratica delle Hawaii, veterana della guerra in Iraq e successivamente vicina all’area repubblicana — ha spesso rappresentato una presenza difficilmente inquadrabile nei tradizionali schemi bipartisan.

Per alcuni, la sua traiettoria è stata quella di un’alleata non completamente integrata nell’ecosistema politico trumpiano, più tollerata che pienamente accolta.

Durante il suo incarico ai vertici dell’intelligence, ha sostenuto l’obiettivo di ridurre la burocrazia e rivedere alcune impostazioni strategiche, ma nel tempo è stata sempre più esclusa dai dossier principali. Le divergenze su Iran e Venezuela e le sue posizioni meno interventiste hanno contribuito a isolarla progressivamente.

Anche il contesto interno all’amministrazione si è fatto più teso dopo le dimissioni di Joe Kent, che aveva criticato la gestione delle operazioni militari in Medio Oriente.

In questo scenario, la sua permanenza si è trasformata in una posizione sempre più fragile, sospesa tra lealtà politica e distanza strategica. Pur cercando di mantenere un rapporto collaborativo con Trump, la sua figura è rimasta percepita come “intermedia”, mai del tutto allineata. Alla fine, questa ambiguità si è tradotta in una progressiva uscita di scena, più prevedibile che improvvisa nel contesto di Washington.

“Mio marito ha un tumore”. Dimissioni immediate per il capo degli 007: cosa succede ora

La direttrice della National Intelligence statunitense, Tulsi Gabbard, ha annunciato il proprio passo indietro dopo un incontro nello Studio Ovale con Donald Trump, comunicando che il suo ultimo giorno in servizio sarà il 30 giugno 2026. Nella lettera ufficiale ha espresso riconoscenza per il ruolo ricoperto, dichiarando di essere “profondamente grata per la fiducia che Trump ha riposto in me e per l’opportunità di guidare l’ufficio del direttore dell’Intelligence Nazionale nell’ultimo anno e mezzo“, aggiungendo poi: “Sfortunatamente, devo presentare le mie dimissioni, con effetto dal 30 giugno 2026“.

Alla base della decisione c’è una ragione familiare: il marito Abraham è stato colpito da una grave patologia oncologica rara. Gabbard ha infatti scritto che “A mio marito Abraham è stata diagnostica una forma estremamente rara di tumore alle ossa” e ha spiegato la necessità di lasciare temporaneamente l’incarico per “stargli accanto e sostenerlo pienamente in questa battaglia“.

Dopo l’annuncio, Trump ha commentato pubblicamente sul suo social Truth: “Tulsi ha fatto un lavoro incredibile, e ci mancherà molto», mentre la gestione ad interim passerà al suo vice Aaron Lukas.