Il trattamento e il recupero dei grandi ustionati rappresentano una sfida medica complessa, che richiede strutture specializzate e un sostegno psicologico continuo. La storia di Eleonora Palmieri, giovane veterinaria rimasta gravemente ferita nel rogo del bar Le Constellation a Crans-Montana, mette in evidenza quanto sia cruciale l’intervento tempestivo e la continuità delle cure, dalla gestione delle ustioni alla riabilitazione, fino al supporto emotivo per affrontare le conseguenze fisiche e psicologiche di una tragedia improvvisa.
Condizioni cliniche rassicuranti per Eleonora Palmieri: dal Niguarda al Bufalini
Eleonora Palmieri, la giovane veterinaria riminese di 29 anni rimasta ferita nell’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana durante la notte di Capodanno, versa in condizioni cliniche buone. Dopo aver ricevuto le prime cure presso l’ospedale di Sion e un periodo di ricovero all’ospedale Niguarda di Milano, la ragazza è stata trasferita oggi all’ospedale Bufalini di Cesena, specializzato nella cura dei grandi ustionati, per proseguire il suo percorso di recupero.
Attualmente è seguita dal Centro Grandi Ustionati Romagna, dove il personale sanitario continua a garantire le migliori cure possibili. Come racconta Eleonora in un’intervista a La Repubblica, “ci sono giorni fatti di sollievo, di coraggio, in cui sento la necessità di condividere ciò che vivo con le persone più care. Altri in cui invece prevalgono la fragilità e il bisogno di silenzio in cui non voglio sentire nessuno“.
Strage Crans-Montana, Eleonora Palmieri rivive l’incubo: “Il fuoco risaliva le scale”
La notte del 31 dicembre, Eleonora si trovava per la prima volta in Svizzera insieme al fidanzato Filippo e ad amici, desiderosa di festeggiare l’arrivo del nuovo anno in montagna. “Era una serata di gioia e poco prima della mezzanotte abbiamo raggiunto la piazza. C’era tanta gente, un’atmosfera di festa. Eravamo felici“, racconta, ma in pochi istanti la situazione è precipitata: il fumo ha invaso il locale e la calca ha bloccato le vie d’uscita. “Non ce la farò“, ha pensato mentre cercava disperatamente una via di fuga, finché il suo istinto di sopravvivenza l’ha guidata verso l’uscita.
Dopo il trauma, le prime cure all’ospedale di Sion e il calore della famiglia e degli amici sono diventati la sua ancora: “Vedere i volti della mia famiglia e di Filippo, sentirmi così amata, è stata la mia ancora. La camera d’ospedale è diventata un po’ come casa“. Ora, più vicina alla sua città natale, Eleonora potrà ricevere visite più frequenti e continuare il percorso di riabilitazione sotto la supervisione di professionisti di eccellenza internazionale.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato: “A Eleonora Palmieri l’abbraccio di tutta la comunità dell’Emilia-Romagna. Sarà seguita da professioniste e professionisti di primo livello dove poter proseguire il proprio percorso di cura e recupero“.