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Terremoto magnitudo 6.7, il più forte noto alle fonti storiche: accadde oggi

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Il 2 febbraio 1703 l’Appennino centrale fu colpito dal più forte terremoto storicamente documentato nel settore aquilano.

Il sisma, con magnitudo stimata Mw 6,67 e intensità X della scala Mercalli, rappresenta uno degli eventi sismici più distruttivi mai registrati in Abruzzo.

Il terremoto del 1703: dati e caratteristiche

  • Data: 2 febbraio 1703
  • Area epicentrale: Aquilano (Abruzzo)
  • Magnitudo stimata: Mw 6,67
  • Intensità: X
  • Coordinate: 42.434 N – 13.292 E

Secondo le fonti storiche e sismologiche, il terremoto colpì violentemente la città dell’Aquila e numerosi centri abitati circostanti, causando crolli diffusi, distruzioni estese e un elevatissimo numero di vittime.

Il più forte sisma storico dell’area aquilana

Il sisma del 2 febbraio 1703 è considerato il più potente evento sismico noto per l’area aquilana, all’interno della lunga sequenza sismica che interessò l’Appennino centrale tra gennaio e febbraio di quell’anno. Le cronache dell’epoca descrivono una città quasi completamente distrutta e un territorio profondamente segnato dal punto di vista sociale, urbanistico ed economico.

L’intensità X indica danni gravissimi, con il collasso di edifici in muratura, chiese e palazzi storici, in un’epoca in cui non esistevano criteri antisismici.

Un evento chiave nella storia sismica italiana

Il terremoto dell’Aquilano del 1703 è oggi uno degli eventi di riferimento per lo studio della sismicità storica italiana. Le ricostruzioni moderne si basano sull’analisi delle fonti d’archivio e sui cataloghi sismologici dell’INGV, che consentono di stimare magnitudo, intensità e area di risentimento.