Il processo per la morte di Diego Armando Maradona continua a riservare sorprese, con nuove testimonianze che gettano luce sulle ultime ore di vita del leggendario calciatore argentino. Tra le rivelazioni più recenti, quella del nutrizionista Luciano Spena, che ha descritto un clima di tensione nella residenza del campione.
Maradona è scomparso il 25 a causa di un edema polmonare acuto conseguente a un’insufficienza cardiaca.
Il processo vede imputati otto tra medici, infermieri e operatori sanitari, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale.
La testimonianza di Luciano Spena
Luciano Spena, nutrizionista della nazionale argentina, ha testimoniato in aula descrivendo una forte discussione tra Maradona e il neurochirurgo Leopoldo Luque.
Secondo il suo racconto, il 18 si era recato nella residenza del campione insieme al medico clinico Pedro Di Spagna per valutare le sue condizioni di salute, senza però riuscire a visitarlo.
Dopo l’arrivo di Luque, Spena e Di Spagna avrebbero sentito “discussioni o grida” provenire dalla stanza del paziente. Il neurochirurgo avrebbe poi comunicato che “non era una buona giornata” per effettuare la visita.
Questa testimonianza aggiunge un ulteriore tassello al quadro delle ultime ore di vita di Maradona.
Le accuse e gli imputati
Nel processo sono imputati otto professionisti sanitari, tra cui medici, infermieri e operatori sanitari. Oltre a Luque e Cosachov, sono coinvolti anche altri membri del team medico che aveva in cura Maradona. Le accuse riguardano presunte negligenze e responsabilità nella gestione delle condizioni di salute del campione.
Le testimonianze raccolte finora dipingono un quadro complesso delle ultime settimane di vita di Maradona, con dettagli che suggeriscono un clima di tensione e disorganizzazione nella gestione della sua salute. Le prossime udienze saranno decisive per chiarire ulteriormente i fatti e stabilire le responsabilità.
La morte di Maradona ha scosso il mondo del calcio e oltre, lasciando un vuoto incolmabile. Le nuove rivelazioni dal processo continuano a mantenere alta l’attenzione su questo caso, che ha coinvolto non solo il mondo dello sport, ma anche quello della giustizia e della medicina.
