Il governo italiano è impegnato in una serie di incontri a Palazzo Chigi per definire misure straordinarie a sostegno dei lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva. La situazione è critica dopo la sentenza che ha stabilito la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Le parti coinvolte, tra cui sindacati, associazioni datoriali e enti locali, si sono riunite per trovare soluzioni concrete.
Sospensione dei licenziamenti per 2.500 lavoratori
Uno dei primi risultati degli incontri è stata la sospensione dei licenziamenti per i 2.500 lavoratori delle aziende dell’indotto dell’ex Ilva. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha chiesto alle associazioni rappresentative delle aziende dell’indotto di sospendere le procedure di licenziamento. Aigi e Aepi hanno accettato, definendo il richiamo «un atto di responsabilità».
Durante gli incontri, Mantovano ha annunciato l’apertura di un tavolo permanente per seguire l’evoluzione della situazione dell’ex Ilva. Ha ribadito che il futuro dell’Ilva sarà legato alla transizione green e alla decarbonizzazione attraverso l’uso di forni elettrici alimentati a Dri. Non è esclusa una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile.
Tensione con i sindacati e prospettive future
I sindacati, tra cui Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, hanno espresso preoccupazione per la situazione. Durante l’incontro, ci sono stati momenti di tensione che hanno portato alla sospensione del tavolo per un’ora. I sindacati hanno chiesto impegni concreti per proteggere i lavoratori e mettere in sicurezza gli impianti nel caso di chiusura definitiva dell’area a caldo.
Mantovano ha ribadito che un decreto per impugnare la sentenza della Corte d’Appello di Milano sarebbe incostituzionale e ha promesso di lavorare a una soluzione per la tutela dei lavoratori. Tuttavia, i sindacati hanno considerato insufficienti le promesse, chiedendo aggiornamenti più rapidi.
Il ruolo del governo e le prospettive di rilancio
Il sottosegretario Mantovano ha sottolineato che il governo non ha una prospettiva di rassegnazione, ma di rilancio. Ha indicato tre direttrici di intervento: le gare in corso, le misure sociali per affrontare le ricadute occupazionali e i progetti di reindustrializzazione. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha espresso soddisfazione per le risposte ricevute, sottolineando l’importanza di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto.
Il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, ha lanciato un allarme sulla situazione critica, chiedendo chiarezza sulle procedure per la vendita degli impianti e sulle prospettive produttive. Ha richiesto misure per i lavoratori vicini alla pensione, il sostegno all’indotto e investimenti in infrastrutture, porto, turismo, università, ricerca ed energie rinnovabili.
La situazione rimane complessa, ma il governo e le parti coinvolte stanno lavorando per trovare soluzioni che possano garantire un futuro sostenibile per l’ex Ilva e i suoi lavoratori.
