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Tre piani diroccati crollano a Licata: soccorsi al lavoro per un possibile disperso

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Un edificio ufficialmente disabitato è venuto giù a Licata; due persone sono scampate, un uomo risulta al momento irreperibile e le ricerche proseguono tra le macerie

Un boato ha interrotto la quiete nella zona Playa di Licata, in provincia di Agrigento, quando una palazzina di tre piani è crollata nonostante fosse ufficialmente considerata pericolante e fosse stata transennata. L’immobile, parte di un contesto urbano segnato da degrado e dall’erosione costiera che negli anni ha minato la stabilità di alcuni edifici, era spesso segnalato dalle autorità come non agibile, ma secondo testimoni veniva talvolta occupato da senzatetto o da persone in condizioni irregolari.

Immediatamente è scattata la mobilitazione dei soccorsi: sul posto sono intervenute tutte le squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco e il distaccamento di Licata, insieme alla Protezione civile locale e alle forze dell’ordine. La priorità delle operazioni è stata fin da subito la ricerca di eventuali persone intrappolate, procedura nota come ricerca e soccorso, svolta con cautela per evitare ulteriori cedimenti della struttura.

La segnalazione e il possibile disperso

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la chiamata al 112 è partita da un cittadino extracomunitario che ha raccontato di essere dentro l’edificio insieme ad altre due persone. Sempre in base alla segnalazione, due di loro sarebbero riusciti a mettersi in salvo mentre il terzo non è più stato rintracciato all’arrivo dei soccorsi. Le forze dell’ordine, tuttavia, non hanno trovato sul posto chi aveva effettuato la chiamata, e l’identità del presunto disperso è al momento sconosciuta. L’ipotesi prevalente è che l’uomo possa essere rimasto sepolto sotto le macerie oppure essersi allontanato prima dell’arrivo dei soccorsi.

Testimonianze e incertezza

Le testimonianze raccolte in zona descrivono una situazione di ordinario degrado: edifici abbandonati recintati a causa del rischio di crollo, ma occasionalmente trasformati in ripari improvvisati. Questo quadro aumenta la difficoltà operativa, perché i soccorritori devono procedere con estrema cautela per evitare movimenti incontrollati di materiale. Le autorità locali stanno cercando di ricostruire movimenti e frequenze di utilizzo dell’immobile per comprendere meglio chi potesse trovarsi all’interno al momento del cedimento.

Le operazioni dei vigili del fuoco

Al lavoro sono intervenute unità specializzate: oltre alle squadre locali del comando provinciale di Agrigento e del distaccamento di Licata, sono state richieste le unità cinofile provenienti da Catania, dove erano operative a Catenanuova, e sono in arrivo le squadre di movimento terra da Palermo e Trapani per agevolare le operazioni di scavo. L’intervento con mezzi pesanti è calibrato per non compromettere ulteriormente la stabilità delle porzioni rimaste in piedi.

Strumenti e modalità di intervento

Nel frattempo il personale dei vigili del fuoco sta eseguendo ricerche manuali tra i detriti, utilizzando picconi e strumenti manuali per sondare con attenzione gli strati di macerie. La presenza delle unità cinofile è fondamentale per individuare eventuali segnali di vita sotto le rovine, mentre le squadre meccaniche, quando ritenuto sicuro, supporteranno lo smaltimento dei materiali più ingombranti. I soccorritori stanno bilanciando necessità di rapidità e criteri di sicurezza strutturale.

Ruolo dell’amministrazione comunale e misure in corso

Il sindaco di Licata, Angelo Balsamo, ha seguito le operazioni sul posto e ha disposto l’impiego di mezzi meccanici privati per accelerare i lavori se necessario. Il primo cittadino ha sottolineato che i soccorritori stanno scavando prevalentemente a mano e con picconi, evidenziando la delicatezza dell’intervento proprio per l’incertezza sulla presenza dell’eventuale disperso. Al contempo l’amministrazione sta coordinando i rilievi tecnici per verificare l’estensione dei danni e predisporre eventuali interventi di messa in sicurezza nelle aree limitrofe.

Contesto urbano e prospettive

Il crollo richiama l’attenzione sul problema più ampio del patrimonio edilizio costiero e del suo degrado: l’erosione marina e le mareggiate hanno già messo in crisi alcune strutture della zona Playa, rendendo indispensabile un piano di monitoraggio e interventi mirati. Le operazioni di soccorso proseguiranno fino a quando le squadre non avranno escluso la presenza di persone sotto le macerie e non saranno completati i rilievi tecnici. Le autorità hanno annunciato che approfondiranno le indagini per chiarire eventuali responsabilità e capire come migliorare la prevenzione in quartieri a rischio.

Al momento la priorità rimane esclusivamente umana: accertare la sorte del possibile disperso e garantire la sicurezza degli operatori impegnati nelle ricerche. Le famiglie della zona e i residenti seguono con apprensione l’evolversi delle operazioni mentre la città valuta interventi strutturali e misure di controllo per evitare futuri eventi simili.