Questo settembre la Lega si trova al centro di una svolta strategica. Il segretario nazionale, Matteo Salvini ha incontrato in centro a Milano il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana a cui l’estate scorsa era stato attribuito un tono critico sulla gestione interna del partito. Accanto a loro, al tavolo della discussione, hanno partecipato anche il governatore del Friuli Venezia GiuliaMassimiliano Fedriga il presidente della Provincia autonoma di TrentoMaurizio Fugatti e il presidente del consiglio regionale del VenetoLuca Zaia.
L’incontro ha segnato l’avvio di un percorso di riconciliazione tra il vertice di Roma e gli esponenti più radicati del Nord.
La tensione era nata quando, durante l’estate, Fontana aveva espresso dubbi sul futuro della Lega, mettendo in discussione la linea guida di Salvini. Da allora, le mani si sono strette nuovamente, ma la strada verso una guida condivisa è costellata di tappe precise, tra cui una tregua ufficiale che scadrà il giorno del raduno di Pontida, fissato per la domenica 20 settembre.
Il patto siglato a Roma: tregua fino al raduno di Pontida
Il 16 settembre, nella capitale, Salvini ha firmato un accordo storico con i presidenti regionali Fontana, Fedriga, Fugatti e Zaia. Il documento, definito una tregua interna prevede che le divergenze tra la leadership centrale e le anime settentrionali rimangano in sospeso fino al raduno di Pontida occasione in cui verrà finalmente deliberato il futuro assetto del partito.
La tregua è stata interpretata come un tentativo di evitare uno scontro aperto prima della convocazione, dando tempo a tutti gli attori di riorganizzarsi.
Lazzate, 16 settembre: presentazione del libro “Fare la Lega”
Il giorno successivo, Lazzate piccolo comune della provincia di Monza e Brianza, è diventato il palcoscenico di un nuovo capitolo della disputa interna. All’evento ha partecipato il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo ancora in bilico tra le diverse correnti, che ha condiviso il palco con Fontana per presentare il volume “Fare la Lega”. Il libro, scritto dal presidente lombardo, vuole tracciare una road-map per il rinnovamento del movimento, sottolineando l’importanza di riportare la Lega ai suoi valori originari.
Il ruolo dell’Associazione Amici di Cesarino
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Amici di Cesarino nata per onorare la memoria dell’ex senatore Cesarino Monti figura chiave del Nord che aveva sfidato Salvini per la segretariatura. Oggi l’associazione è diretta dal figlio Andrea Monti che ha coordinato la serata, conferendo al dibattito una dimensione simbolica legata alla tradizione dei leader settentrionali.
Dopo la presentazione, Fontana ha commentato l’esito dell’incontro romano, definendolo “positivo”, ma ha ribadito che il progetto dell’Associazione del Nord “resta in piedi e ci stiamo lavorando”. Le sue parole hanno ribadito l’intenzione di mantenere viva la spinta autonoma del Nord anche se, a breve, la Lega dovrà confrontarsi con il risultato del raduno di Pontida.
Nel suo intervento, Romeo ha ricordato più di trent’anni di impegno all’interno del movimento, interrogandosi sull’identità, sugli errori commessi e sul futuro della Lega. Il suo messaggio è stato chiaro: “La Lega deve soltanto tornare a fare la Lega”. Una frase che riecheggia sia il desiderio di unità che la volontà di rivitalizzare la struttura organizzativa, facendo tesoro delle radici settentrionali senza perdere la coesione nazionale.
