Tentato rapimento di una bambina all’Esselunga, assolto il 47enne finito a processo a Bergamo: per i giudici, al momento dei fatti era incapace di intendere e di volere.
La perizia psichiatrica e le condizioni dell’uomo prima dell’arresto
Determinante per l’esito del procedimento è stata la perizia psichiatrica dello specialista Sergio Monchieri, richiesta dalla difesa e dalla pm Giulia Angeleri.
Gli accertamenti hanno indicato che Mortu soffriva di un disturbo schizofrenico in una fase acuta di scompenso psicotico, con profonda disorganizzazione e fenomeni allucinatori tali da compromettere completamente, al momento dei fatti, la sua capacità di intendere e di volere. La patologia sarebbe stata diagnosticata già nel 1997 in Romania, ma l’uomo avrebbe successivamente interrotto le cure.
L’avvocata Erica Pasinetti, stando a quanto riportato da Bergamo News, ha inoltre descritto le condizioni di estrema precarietà nelle quali viveva prima dell’arresto: era arrivato a Bergamo «con un paio di ciabatte», senza telefono né beni essenziali e, in alcuni momenti, avrebbe persino bevuto acqua dalle pozzanghere. Nei giorni precedenti all’episodio si era presentato alle cliniche Gavazzeni chiedendo di essere riportato in Romania in ambulanza e sarebbe stato visto anche in stazione mentre domandava ai tassisti di accompagnarlo nel suo Paese.
Tentato rapimento di una bambina all’Esselunga, assolto 47enne: resterà in Rems
Come riportato da Bergamo News, è stato assolto perché non imputabile per vizio totale di mente Emil Mortu, il 47enne romeno accusato di aver tentato di sottrarre una bambina di appena un anno e mezzo alla madre all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. Il collegio presieduto dalla giudice Federica Gaudino ha disposto per l’uomo una misura di sicurezza in una Rems per almeno due anni, al termine dei quali le sue condizioni psichiche saranno sottoposte a una nuova valutazione.
La parte civile, rappresentata dall’avvocato Domenico Trapani per i genitori della piccola, aveva invece chiesto la condanna e il risarcimento dei danni. Secondo la ricostruzione emersa durante il processo, Mortu avrebbe raggiunto la bambina mentre usciva dal supermercato insieme alla famiglia, afferrandola per le gambe e strattonandola. La madre, nel tentativo di impedirne la sottrazione, sarebbe caduta a terra, mentre la piccola riportò gravi lesioni agli arti inferiori. L’intervento degli agenti della Questura permise di fermare il 47enne. Durante l’interrogatorio di garanzia Mortu aveva ammesso il gesto senza riuscire, però, a fornire una spiegazione coerente, arrivando a sostenere di aver creduto che la bambina fosse «un peluche».
