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Gaza, si entra nella fase 2 del piano di pace. Trump: "Hamas consegni le armi"

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Scatta la fase 2 del piano di pace su Gaza: Trump spinge sull’attuazione e rilancia la richiesta di disarmo di Hamas con supervisione internazionale.

Gaza è al centro di una nuova svolta diplomatica con l’avvio della fase 2 del piano di pace promosso dagli Stati Uniti, che mira a rafforzare il cessate il fuoco, avviare un’amministrazione palestinese transitoria e portare alla smilitarizzazione di Hamas sotto controllo internazionale. Fulcro di questa fase è la nascita di un nuovo Consiglio per la pace, voluto e guidato da Washington.

Nuovi raid aerei sulla Striscia di Gaza nonostante l’annuncio della fase 2

Ieri a Gaza si sono registrati nuovi bombardamenti nonostante l’annuncio della fase 2 del piano di pace, con l’uso continuato di attacchi aerei e fuoco di artiglieria in diverse aree della Striscia. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, almeno dieci persone sono state uccise da raid nella zona di Deir al-Balah, in attacchi avvenuti fuori dalle aree controllate dalle forze israeliane. Le bombe hanno colpito anche altri quartieri, aggravando ulteriormente una situazione umanitaria già fragile e confermando che violenze e bombardamenti non si sono arrestati nemmeno con l’avanzamento delle trattative di pace.

Il Consiglio per la pace e il ruolo internazionale nella fase 2

Con l’annuncio della nascita del Board of Peace, Donald Trump ha voluto imprimere un’accelerazione politica alla seconda fase del piano statunitense per Gaza. In un post su Truth Social ha dichiarato: È per me un grande onore annunciare che il board della pace è stato formato, aggiungendo che i componenti saranno svelati a breve e che si tratta del Consiglio “più grande e prestigioso mai messo insieme in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”.

Secondo le anticipazioni, l’organismo dovrebbe essere composto da circa dodici membri, tra cui importanti leader europei e osservatori internazionali, con la possibilità che i nomi vengano annunciati al Forum economico mondiale di Davos.

Il Board avrà il compito di supervisionare il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, formato da quindici tecnici palestinesi e guidato da Ali Shaath, ex viceministro dell’Autorità nazionale palestinese. Trump ha inoltre rivendicato i risultati umanitari raggiunti dopo il cessate il fuoco, sottolineando che dal cessate il fuoco, il mio team ha contribuito a fornire livelli record di aiuti umanitari a Gaza, un impegno riconosciuto come “senza precedenti” anche dalle Nazioni Unite e considerato la base operativa per il passaggio alla nuova fase.

Trump lancia la fase 2 del piano di pace, Hamas deve disarmare

Il cuore della fase due resta la smilitarizzazione di Hamas e la costruzione di una governance transitoria sotto tutela internazionale. Trump, che si è definito presidente del Consiglio per la pace, ha assicurato pieno sostegno a un governo palestinese tecnocratico incaricato di gestire i servizi essenziali – sanità, istruzione, infrastrutture e utenze – durante il periodo di transizione. Parallelamente, con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, Washington intende arrivare a un accordo che preveda la consegna di tutte le armi e lo smantellamento dei tunnel.

Il messaggio rivolto ad Hamas è stato esplicito: “Hamas deve onorare immediatamente i propri impegni… e procedere senza indugio alla completa smilitarizzazione. Possono farlo con le buone o con le cattive, ribadendo che il popolo di Gaza ha sofferto abbastanza a lungo. Il momento è adesso.

Nonostante l’avvio formale della fase due sia stato accettato anche dal governo israeliano, restano aperte questioni cruciali: il calendario del ritiro militare israeliano, il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione e l’effettiva disponibilità di Hamas ad accettare un disarmo completo.

In questo contesto, l’Unione europea ha accolto con favore l’iniziativa statunitense, dichiarandosi pronta a continuare a sostenere la pace a Gaza sul piano umanitario, diplomatico e della sicurezza, mentre sul terreno la tregua rimane fragile e segnata da episodi di violenza.