Un episodio di forte spavento si è consumato nel porto piccolo di Ortigia, dove un’auto a noleggio è finita in acqua durante una manovra. A bordo c’erano una turista di origine inglese e la sua bambina di cinque anni; secondo le prime ricostruzioni la donna avrebbe perso il controllo del mezzo, una Ford Puma. Le urla delle occupanti hanno richiamato l’attenzione dei presenti e sono state decisive per il proseguo degli eventi: in pochi istanti due passanti si sono gettati in acqua e hanno tratto in salvo madre e figlia.
Le condizioni delle due sono risultate buone fin dai primi momenti: entrambe hanno rifiutato le cure del 118 dopo l’arrivo dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti anche agenti della Polizia Locale per i rilievi e stabilire la dinamica dell’incidente. Parallelamente sono partite le operazioni di recupero del veicolo, coordinate tra Vigili del Fuoco e Guardia Costiera, con il supporto della Capitaneria di Porto e di personale specializzato.
Il salvataggio improvvisato
La rapidità dell’intervento dei civili ha evitato conseguenze più gravi: i due passanti, sentite le urla, si sono lanciati senza esitazione in acqua e hanno raggiunto il veicolo ormai parzialmente sommerso. Il gesto, oltre a mettere in luce la prontezza dei testimoni, ha permesso di estrarre madre e bambina prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Questo tipo di intervento è un esempio pratico di come l’azione tempestiva possa fare la differenza in scenari acquatici; il comportamento dei soccorritori improvvisati è stato poi valutato in sede di indagine dagli agenti della Polizia Locale.
Reazioni e dichiarazioni
I presenti hanno descritto attimi concitati e confusione iniziale, con l’auto che in pochi secondi ha oltrepassato la banchina. Secondo i testimoni la conducente avrebbe compiuto una manovra che non è riuscita a completare come previsto, causando la caduta in acqua. Le autorità hanno ascoltato diverse testimonianze per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti; nel frattempo la priorità è stata la verifica delle condizioni di salute delle due occupanti, entrambe giudicate non in pericolo e dichiaratesi in grado di rifiutare il trasporto in ospedale.
Recupero del veicolo e azioni dei soccorsi
Una volta assicurata la sicurezza delle persone, i Vigili del Fuoco hanno avviato le operazioni per il recupero della Ford Puma, lavorando in coordinamento con la Guardia Costiera. È stato impiegato un mezzo di sollevamento, l’autogru, e sono intervenuti sommozzatori qualificati inviati dalla Capitaneria di Porto. Le operazioni hanno previsto l’imbraco del veicolo ancora sommerso e la predisposizione di strumenti per riportarlo a galla in sicurezza, minimizzando il rischio di ulteriori danni all’area portuale e all’ambiente.
Dettagli tecnici dell’intervento
I sommozzatori hanno posizionato le cinghie e le attrezzature necessarie per il sollevamento, procedendo poi alla rotazione del mezzo sott’acqua per riallinearlo in asse orizzontale prima del recupero. Dopo il sollevamento la vettura è stata sbarcata sulla banchina e sono stati recuperati gli effetti personali presenti all’interno, come documenti e il cellulare della donna. Durante le operazioni è stato anche ripristinato il sistema di sicurezza della banchina, inclusi i panettoni in cemento che erano stati spostati o finiti in acqua a seguito dell’impatto.
Verifiche, rilievi e conseguenze
Con il veicolo messo in sicurezza, gli agenti della Polizia Locale hanno proceduto ai rilievi per determinare con esattezza le cause dell’incidente e se siano intervenute eventuali responsabilità amministrative o penali. Madre e figlia sono state accompagnate in centrale per le formalità del caso: le autorità hanno raccolto dichiarazioni e documentazione utile. L’episodio ha suscitato riflessioni sulla sicurezza delle aree portuali e sull’importanza di segnaletica e barriere protettive per evitare che in futuro manovre errate possano portare a simili situazioni.