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Ex commissario Breton e altri quattro europei sanzionati dagli Usa: la reazione è immediata

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Gli Usa sanzionano cinque europei: cresce la tensione tra Washington e Bruxelles. Tutti gli ultimi aggiornamenti sul caso.

Gli Usa hanno imposto sanzioni a cinque europei, tra cui l’ex commissario Ue Thierry Breton, accusandole di favorire la censura delle opinioni americane tramite regolamentazioni digitali. La misura, che include il divieto di ingresso nel Paese, ha scatenato dure reazioni in Europa, con Breton che parla di “caccia alle streghe” e la Francia che condanna fermamente le restrizioni.

Ex commissario Ue Breton e altri quattro europei sanzionati dagli Usa: “Non tollereremo più”

Washington ha deciso di colpire cinque figure europee coinvolte nella definizione di norme più stringenti per il settore tecnologico, imponendo loro il divieto di ingresso negli Stati Uniti.

Tra i destinatari delle misure figura anche Thierry Breton, ex commissario europeo al Mercato interno e protagonista delle principali leggi Ue sul digitale. Secondo il Dipartimento di Stato, queste iniziative regolatorie avrebbero prodotto effetti assimilabili a una limitazione della libertà di espressione, danneggiando gli interessi americani.

In una nota ufficiale si afferma che i sanzionati avrebbero promosso pressioni coordinate sulle piattaforme statunitensi per “costringere le piattaforme Usa a censurare, demonetizzare e sopprimere opinioni americane”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito la linea dell’amministrazione Trump dichiarando che “l’amministrazione Trump non tollererà più questi palesi atti di censura extraterritoriale”.

Ex commissario Breton e altri quattro europei sanzionati dagli Usa: la reazione è immediata

La risposta dall’Europa non si è fatta attendere. L’ex commissario Breton ha reagito con un commento ironico sui social, chiedendosi: “La caccia alle streghe di McCarthy è tornata?”, e ricordando che il Digital Services Act è stato approvato democraticamente da Parlamento europeo e Stati membri. Anche Parigi ha preso posizione, con il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot che ha condannato “con la massima fermezza la restrizione sui visti imposta dagli Usa” contro Breton e le altre personalità coinvolte.

Oltre all’ex commissario, le sanzioni riguarderebbero rappresentanti di organizzazioni impegnate contro la disinformazione e l’odio online. La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione transatlantica sulle regole del web, da tempo criticate da Washington come strumenti di pressione sull’industria tecnologica americana e definite da Rubio il frutto di “sforzi coordinati per costringere le piattaforme americane a sanzionare le opinioni americane a cui si oppongono”.