La decisione di Joseph Kent di dimettersi da capo del centro per l’antiterrorismo Usa ha acceso nuove tensioni all’interno del mondo MAGA, portando alla luce il dissenso interno verso la guerra in Iran. La mossa del veterano, che accusa il presidente Donald Trump di aver ceduto a pressioni esterne, solleva interrogativi sul futuro della politica estera americana e sulla coesione della base elettorale America First.
“Trascinati in guerra da Israele”. Usa nel caos: si dimette il capo dell’Antiterrorismo
Il 45enne Joseph Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, aprendo una frattura significativa all’interno del mondo MAGA per la guerra in Iran iniziata lo scorso 28 febbraio. Kent, veterano con undici missioni militari alle spalle e un passato alla CIA, ha annunciato la decisione tramite X, condividendo la lettera inviata a Donald Trump, che lo aveva nominato solo pochi mesi prima. Si tratta della prima uscita di un alto funzionario dell’amministrazione Trump dall’inizio del conflitto, un segnale evidente del malcontento crescente tra i sostenitori del motto America First, molti dei quali considerano la guerra «lontana» e senza sbocco. Kent non ha esitato a criticare frontalmente il presidente: “Non posso in coscienza sostenere la guerra in Iran. Esso non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa della pressione di Israele e della sua potente lobby americana“.
Pur evitando attacchi personali diretti, la lettera è un documento carico di preoccupazioni per il futuro politico e militare degli Stati Uniti, con accuse rivolte ai cosiddetti «poteri forti». Kent sottolinea come, fino a giugno 2025, Trump avesse compreso “come le guerre in Medio Oriente siano una trappola che deruba l’America delle preziose vite dei suoi patrioti e sperpera la ricchezza della nostra nazione“. L’ex direttore punta il dito contro una campagna di disinformazione orchestrata da “alti funzionari israeliani e influenti membri dei media Usa“, accusata di convincere il presidente che l’Iran rappresentasse una minaccia immediata.
Kent ricorda con amarezza la propria esperienza personale: la moglie Shannon, militare anch’essa, fu uccisa nel 2019 in Siria in un attentato rivendicato dall’Isis, evento che ha rafforzato la sua determinazione a combattere il terrorismo ma anche alimentato la sua critica verso guerre che considera costruite da interessi esterni.
Le dimissioni di Joe Kent: la replica della Casa Bianca e il dibattito interno
La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere. Donald Trump ha minimizzato l’impatto dell’addio di Kent:
“Sono felice che sia fuori, sosteneva che l’Iran non era una minaccia. Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza“. Anche la portavoce Karoline Leavitt ha difeso il presidente, sostenendo che “è il Comandante in capo a determinare cosa rappresenta una minaccia o meno, perché gli americani al voto gli hanno dato fiducia“. Secondo Leavitt, le affermazioni di Kent secondo cui l’Iran non fosse pericoloso sono “una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono“.
La vicenda ha trovato immediato sostegno tra alcune figure del mondo MAGA, come Tucker Carlson, che ha definito Kent “l’uomo più coraggioso che conosca, pronto a sacrificare un ruolo privilegiato pur di restare fedele ai propri principi“. Nella sua lettera finale, Kent lancia un vero e proprio ultimatum a Trump: “Può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere che scivoliamo ulteriormente verso il declino e il caos. Lei ha le carte in mano“. Le dimissioni segnano così non solo un conflitto sulla politica estera, ma anche un momento di grande tensione politica interna, evidenziando come la guerra in Iran stia diventando un terreno di scontro all’interno della base elettorale del leader Usa.
After much reflection, I have decided to resign from my position as Director of the National Counterterrorism Center, effective today.
I cannot in good conscience support the ongoing war in Iran. Iran posed no imminent threat to our nation, and it is clear that we started this… pic.twitter.com/prtu86DpEr
— Joe Kent (@joekent16jan19) March 17, 2026