Il 24 giugno 2026, un doppio terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5 ha colpito La Guaira, in Venezuela, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e dolore. A quasi un mese dagli eventi sismici, la città è ancora immersa nel caos, con migliaia di persone che cercano disperatamente notizie dei loro cari scomparsi.
Ivan Chino è uno di loro.
Da quasi tre settimane, non dorme quasi più. Ogni mattina, torna tra le macerie del suo quartiere, armato solo di pale, picconi e una determinazione incrollabile. Non cerca più sopravvissuti, ma i corpi di sette membri della sua famiglia, tra cui i suoi genitori, il suo nipote e due nipoti, scomparsi sotto le macerie del loro palazzo crollato.
La ricerca dei dispersi: una lotta contro il tempo
La situazione a La Guaira è drammatica. Il bilancio ufficiale delle vittime ha superato le 5.208 persone, mentre il numero dei feriti si attesta a 16.740. Le autorità non hanno ancora diffuso dati ufficiali sul numero dei dispersi, ma si stima che possano essere circa 10.000.
Tra gli edifici danneggiati, 190 sono completamente crollati e 850 presentano danni strutturali.
Le famiglie, armate di poco più che attrezzi rudimentali, continuano a setacciare le macerie alla ricerca di qualsiasi indizio che possa portare alla scoperta dei loro cari. La mancanza di macchinari pesanti e attrezzature specializzate rende la ricerca ancora più difficile e lenta.
Le parole di chi cerca
“Niente ci fermerà“, dice Ivan Chino. “Continueremo a cercare con le nostre mani, con le unghie, con pale, martelli – con tutto ciò che abbiamo. Lo dobbiamo alle nostre famiglie. Questo è il nostro dolore.”
Le parole di Chino riflettono il sentimento di molte famiglie a La Guaira. La ricerca dei dispersi è diventata una lotta quotidiana, un viaggio attraverso l’incertezza e il dolore che sembra non avere fine.
La ricostruzione: un percorso in salita
Mentre la ricerca dei dispersi continua, la città inizia a guardare verso il futuro e alla ricostruzione. Primero Justicia, uno dei principali partiti di opposizione in Venezuela, ha presentato un piano ispirato al modello giapponese di gestione dei disastri sismici. Il piano, proposto da María Gabriela Hernández, segretaria nazionale di Ambiente e Sostenibilità del partito, mira a gestire gli escombri, modernizzare le infrastrutture e implementare studi di microzonizzazione sismica prima di autorizzare nuove costruzioni.
Tuttavia, la strada verso la ricostruzione è piena di ostacoli. La città è ancora in ginocchio, con oltre 17.907 persone senza una casa. Le infrastrutture, già indebolite da anni di crisi economica, hanno subito danni devastanti. La mancanza di risorse e la complessità della situazione rendono la ricostruzione una sfida enorme.
Nonostante tutto, la speranza non muore. Le famiglie continuano a cercare, le autorità lavorano per coordinare gli sforzi di soccorso e ricostruzione, e la comunità internazionale offre il suo supporto. La strada è lunga, ma la determinazione a ricostruire e a onorare la memoria dei scomparsi è più forte che mai.
