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Via libera alla risoluzione di maggioranza su Iran e Consiglio Ue: le opposizioni restano critiche

risoluzione di maggioranza

Parlamento spaccato sulla politica estera: approvata la risoluzione di maggioranza tra tensioni per la crisi in Medio Oriente e accuse in Aula.

Il Parlamento ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni riguardo al prossimo Consiglio Europeo e alla crisi in Medio Oriente, segnando un voto significativo sulle linee della politica estera. L’esito evidenzia divisioni tra maggioranza e opposizioni su come affrontare gli sviluppi internazionali, dall’Iran alle relazioni con gli Stati Uniti e Israele.

Tensioni politiche e dichiarazioni della premier Meloni

Dal Senato alla Camera, i toni della premier sono cambiati, con attacchi mirati al Pd e a Conte. Meloni ha parlato di “strabismo” del Pd sulle azioni militari statunitensi e ha ricordato a Conte di non aver condannato l’attacco a Baghdad nel 2020 che portò alla morte del generale Qasem Soleimani. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha replicato: “Presidente posi la clava, chi ci guarda non merita di guardare la lotta nel fango”.

Sul piano internazionale, Meloni ha sottolineato che l’Italia non intende entrare in conflitti altrui: “Non possiamo permetterci l’Iran con l’arma nucleare… non siamo complice delle decisioni altrui”. Tuttavia, il suo approccio non ha convinto tutti: Nicola Fratoianni di AVS ha affermato che “il governo italiano è succube dell’amministrazione Trump”, mentre il Pd sostiene che “non è all’altezza della gravità di questa crisi”. Le repliche in Aula hanno mostrato un Parlamento diviso, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Conte ha denunciato il tono della premier: “Ha dimostrato una condotta così priva di scrupoli da paragonare l’attacco di un drone americano… con il silenzio complice di un genocidio per 20mila bambini palestinesi”.

Via libera alla risoluzione di maggioranza su Iran e Consiglio Ue: opposizioni all’attacco

L’Aula della Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, estese agli sviluppi del Medio Oriente. I voti favorevoli sono stati 196, contro 122 contrari e 3 astensioni. In parallelo, il Senato aveva approvato la stessa risoluzione con 102 sì, 66 no e un astenuto.

A Montecitorio, alcune sezioni della risoluzione presentata da Azione, con parere favorevole del governo, sono state accolte, mentre le proposte di Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S) e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) sono state respinte, dopo il parere negativo del governo, come spiegato in Aula dal ministro Tommaso Foti. La premier ha invitato all’unità: “C’è chi nel Pd, come Quartapelle e Braga, ha vincolato il sì al dialogo al mio ritorno in Aula… Non volete accogliere l’appello, avrete le vostre ragioni ma non vi trincerate dietro questioni che non stanno né in cielo né in terra, ditelo, lo rispetto. Comunque se cambiate idea la mia proposta resta valida”.

Le opposizioni avevano presentato quattro mozioni separate – una del Pd, una dei M5S, una di AVS e una di Iv-Azione-Autonomie – senza riuscire a trovare un testo condiviso che potesse imprimere una linea comune di politica estera. Come ha osservato il presidente dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, “Il tavolo c’è, è il Parlamento, portiamo proposte concrete. Se poi dobbiamo fare le sfilate a Palazzo Chigi ed essere presi in giro no”. Una posizione simile è stata espressa da Riccardo Magi di +Europa: “Non è il tempo di prendere in giro gli italiani e confondere le acque per non assumersi le proprie responsabilità”.