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Coronavirus, “In Burkina Faso tre focolai, c’è preoccupazione”

Roma, 31 mar. (askanews) – L’evoluzione dell’epidemia di coronavirus in Africa “è drammatica” e “la situazione è molto preoccupante”. A dichiararlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sottolineando che “l’Africa è poco organizzata per fare fronte a una crisi sanitaria di grandi dimensioni”. Askanews ha contattato i missionari della Comunità di Villaregia che vivono a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Racconta Padre Paolo Motta:

“Anche qui il coronavirus è arrivato da qualche settimana; attualmente si contano meno di 200 casi, quindi la situazione può richiamare quella che c’era in Italia circa un mese fa. Tutto può succedere, può essere molto allarmante, non sappiamo come evolverà. Nel frattempo il governo ha preso le misure di precauzione: chiusura scuola, disposto di evitare assembramenti negli uffici pubblici e nei mercati. La vita è limitata, anche di notte c’è il coprifuoco dalle 19 fino alle 5 di mattina”.

Allestiti due centri per ricoveri di casi più gravi, ma non ci sono grandi strutture di cura. “Quello che preoccupa di più è quanto la situazione si evolverà nelle prossime settimane. Certamente ci sono molti scambi tra la gente, (3 milioni di persone), e anche il problema dell’acqua”.

“Si contano tre focolai di diffusione: uno è quello diplomatico, portato da ambasciatori e impiegati che sono risultati positivi; un altro è partito da un pastore evangelico; il terzo è il cosiddetto focolaio comunitario, che preoccupa maggiormente perché colpisce la gente”.

La chiesa in Burkina Faso si è adeguata alle normative mondiali: non si celebrano messe, e si evitano assembramenti. Preoccupazione ma anche speranza: “Ci affidiamo al Signore perché nell’amore possiamo superare le difficoltà e creare un mondo più giusto, più frateno, più rispettoso tra persone e per l’ambiente”.

© Riproduzione riservata

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