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Vinícius Jr, Benfica e Mourinho: cosa è successo al ritorno del match di Champions

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La vittoria del Real Madrid a Lisbona è stata segnata dall'attivazione del protocollo antirazzismo della FIFA dopo l'episodio che ha coinvolto Vinícius Jr e Gianluca Prestianni, scatenando tensioni, commenti di Mourinho e prese di posizione di compagni e ex campioni

La partita di andata del play-off di UEFA Champions League tra Benfica e Real Madrid del 17 ha assunto significati che vanno oltre il risultato sportivo. Un gol di Vinícius Jr ha infiammato il confronto, ma la serata è stata caratterizzata soprattutto dall’attivazione del protocollo antirazzismo della FIFA e da uno scambio acceso tra giocatori.

La sospensione temporanea del gioco e i momenti successivi – con rientri negli spogliatoi, discussioni in panchina e dichiarazioni a caldo – hanno acceso un dibattito sui limiti tra celebrazione, provocazione e responsabilità istituzionali all’interno dello stadio.

Come si è arrivati all’interruzione del match

Al 55º minuto, dopo il gol del brasiliano, si è verificato un confronto verbale tra Vinícius Jr e l’attaccante del Benfica Gianluca Prestianni. Secondo i giocatori del Real, le parole pronunciate sarebbero state di natura razzista. In risposta alla segnalazione, l’arbitro francese François Letexier ha adottato il gesto che attiva il protocollo antirazzismo della FIFA, incrociando i polsi e indicando il logo “No al razzismo” sulla manica.

Il gesto e il funzionamento del protocollo

Il gesto utilizzato dall’arbitro è stato pensato per essere immediatamente riconoscibile in uno stadio: si tratta di una procedura in più fasi che va dall’avviso pubblico fino alla sospensione definitiva della partita se gli insulti persistono. In questo caso è stata applicata la prima fase, che prevede l’intervento diretto dell’arbitro e una temporanea pausa del gioco per chiarire la situazione.

Le versioni contrapposte e le reazioni

Da una parte Vinícius Jr ha denunciato l’insulto e in seguito ha pubblicato un messaggio che condanna apertamente il gesto, definendo i razzisti “codardi” che coprono la bocca per non farsi riconoscere. Dall’altra, Prestianni ha negato di aver rivolto epiteti razzisti, affermando di essere stato frainteso e lamentando minacce ricevute dopo l’episodio.

Nel frattempo, compagni di squadra e grandi nomi del calcio hanno preso posizione. Kylian Mbappé, presente in campo con il Real, ha dichiarato di aver sentito la frase offensiva e ha espresso il desiderio di vedere il giocatore coinvolto escluso da competizioni importanti. Anche Trent Alexander-Arnold ha definito l’episodio una vergogna, sottolineando che il calcio non deve tollerare simili comportamenti.

Le parole di José Mourinho e le critiche

Il tecnico del Benfica, José Mourinho, si è trovato al centro delle polemiche per alcune affermazioni rilasciate dopo il confronto. Mourinho ha detto di aver ascoltato versioni diverse e di volersi posizionare come “indipendente”, ma alcune sue osservazioni sono state interpretate come una minimizzazione dell’accaduto. Personalità come Clarence Seedorf e Thierry Henry hanno respinto qualsiasi giustificazione di episodi razzisti, chiedendo chiarezza e misure ferree.

Cosa cambia dopo la partita e possibili sviluppi

Il match è ripreso dopo circa dieci minuti e si è concluso senza ulteriori interruzioni, con la vittoria del Real per 1-0. Tuttavia, l’episodio sarà riportato nel referto arbitrale e potrebbe aprire indagini disciplinari affidate alle autorità calcistiche europee e alla FIFA. La gestione del caso servirà da banco di prova per l’efficacia pratica del protocollo antirazzismo applicato nei tornei internazionali.

Impatto sul pubblico e sul futuro del gioco

Oltre all’aspetto giudiziario, rimane la questione culturale: le reazioni di tifosi, media e istituzioni giocano un ruolo chiave nella deterrenza. L’episodio di Lisbona mette in luce come il calcio sia ancora chiamato a misurarsi con comportamenti discriminatori e con la necessità di strumenti concreti per tutelare i giocatori e educare il pubblico.

La doppia sfida è quindi tecnica e sociale: applicare procedure immediate e trasparenti in partita e, fuori dal rettangolo di gioco, promuovere campagne e sanzioni che riducano l’incidenza di episodi simili. Il confronto tra Benfica e Real Madrid rimane aperto sia sul piano sportivo, con la gara di ritorno al Bernabéu, sia sul piano delle responsabilità etiche collettive.