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Visite mediche, aumentano i prezzi: le nuove tariffe dal 21 settembre

Visite mediche, aumentano i prezzi: le nuove tariffe dal 21 settembre

Nuove tariffe sanitarie dal 21 settembre: quali visite ed esami aumentano, cosa resta invariato e quanto potranno pagare i cittadini.

Dal 21 settembre 2026 cambiano le tariffe di diverse prestazioni del Servizio sanitario nazionale: visite mediche, esami e procedure ambulatoriali saranno interessati dal nuovo tariffario nazionale. Ecco cosa cambia per i cittadini, quali prestazioni aumentano e come funzioneranno ticket e prezzi.

Ticket, esenzioni e prestazioni che non cambiano

Oltre otto prestazioni su dieci dovrebbero comunque restare invariate: tra queste la visita specialistica di controllo, ferma a 17,90 euro, la radiografia del torace a 15,45 euro, l’ecografia dell’addome inferiore a 37,80 euro, quella ginecologica a 30,95 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro.

Nessuna variazione è prevista anche per diversi esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES; per gli esami del sangue cambia soltanto il costo del prelievo venoso. Restano inoltre valide le esenzioni previste dalla normativa per reddito, età, disoccupazione, pensione sociale o minima, patologie croniche e rare, invalidità, gravidanza e screening oncologici, purché sussistano i requisiti e venga indicato correttamente il relativo codice sulla ricetta.

Importante anche distinguere tra prima visita e controllo: la prima può riguardare un nuovo problema, un diverso quesito diagnostico o il peggioramento di una patologia, mentre il controllo segue un percorso clinico già iniziato. La revisione mira ad aggiornare valori considerati non più adeguati ai costi delle prestazioni e a sostenere l’offerta sanitaria, ma non garantisce da sola una riduzione delle liste d’attesa, che dipendono anche da personale, apparecchiature, organizzazione e capacità produttiva delle strutture.

Le nuove tariffe riguardano infine le prestazioni erogate per conto del SSN e non modificano automaticamente i prezzi delle prestazioni esclusivamente private o in libera professione.

Visite mediche, aumenti dei prezzi dal 21 settembre: cosa cambia

Scatterà lunedì 21 settembre 2026 il nuovo tariffario nazionale per una parte delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. L’aggiornamento coinvolge 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, comprendendo visite, esami diagnostici, procedure ambulatoriali e dispositivi destinati anche alle persone con disabilità. La revisione riguarda soprattutto gli importi riconosciuti dal SSN alle strutture pubbliche e private accreditate, ma non equivale automaticamente a un aumento dello stesso importo per il cittadino: tariffa e ticket sono infatti due concetti distinti. L’incremento medio delle tariffe interessate è stimato intorno al 5,8%, con variazioni differenti a seconda delle prestazioni.

L’agoaspirato della mammella, ad esempio, passa da 31,25 a 36,50 euro, mentre la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma sale da 33,60 a 38 euro. Diverse prime visite specialistiche aumentano di un euro, passando generalmente da 25 a 26 euro, come quelle neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche.

Ritocchi analoghi interessano la prima visita oculistica, da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica, da 25,40 a 26,40 euro, e quella otorinolaringoiatrica, da 26,20 a 27,20 euro. Più contenuti gli aumenti per alcune prestazioni molto diffuse: la spirometria semplice passa da 24 a 24,90 euro, l’elettrocardiogramma da 11,60 a 12,05 euro e il prelievo venoso da 3,80 a 4,30 euro.

L’aumento delle tariffe nazionali non comporta necessariamente un incremento equivalente del ticket. Nella maggior parte delle Regioni resta infatti previsto un limite ordinario di 36,15 euro per ricetta: una prima visita cardiologica con tariffa di 38 euro, per esempio, potrebbe tradursi per un paziente non esente in una spesa massima di 36,15 euro, con un aumento effettivo di 2,55 euro rispetto alla precedente tariffa. Lo stesso principio può applicarsi all’agoaspirato della mammella, mentre le tariffe di più prestazioni inserite nella stessa ricetta vengono sommate fino al raggiungimento del tetto previsto.

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