Alessandro Di Battista ha trascorso la prima notte ricoverato in un ospedale dell’Avana, dopo il grave malore che lo ha colpito nei giorni scorsi mentre si trovava a Cuba per realizzare un reportage per Il Fatto Quotidiano. Le sue condizioni restano gravi e, al momento, non sarebbe possibile trasferirlo in Italia con il volo sanitario messo a disposizione dal governo.
Nelle prossime ore saranno decisivi gli accertamenti dei medici cubani e degli specialisti italiani arrivati sull’isola.
Le condizioni di Di Battista e il messaggio agli amici
Dopo il primo ricovero a Santa Clara, Di Battista è stato trasferito nella capitale cubana. Secondo le informazioni disponibili, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle avrebbe superato la notte in condizioni ancora delicate, ma sarebbe rimasto combattivo.
Nei primi messaggi fatti arrivare attraverso i social avrebbe manifestato la volontà di “mettercela tutta per tornare presto”, rassicurando, per quanto possibile, amici e sostenitori. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con lui e lo ha descritto come combattivo. Durante la conversazione, Di Battista avrebbe inoltre invitato il ministro ad “aiutare il popolo cubano”.
Al momento non è stata resa pubblica una diagnosi definitiva. Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di un ictus, ma si tratta di una possibilità che dovrà essere verificata dai medici. Matteo Bassetti, intervenendo sui social, ha sottolineato l’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi di un possibile ictus, precisando però di non voler formulare diagnosi sul caso specifico. “Riconoscere rapidamente i segnali, chiamare immediatamente i soccorsi e arrivare il prima possibile in una struttura adeguata può cambiare radicalmente la prognosi” ha spiegato Bassetti.
Il dibattito sulla sanità cubana
La vicenda ha inevitabilmente riacceso anche l’attenzione sulle condizioni del sistema sanitario cubano. Nel suo post, Bassetti ha spiegato che Cuba può vantare una lunga tradizione nel campo della medicina territoriale, della prevenzione, della formazione e della ricerca biomedica. Negli anni il Paese ha inoltre sviluppato una propria capacità produttiva nel settore dei vaccini, raggiungendo livelli elevati di copertura vaccinale. Oggi, tuttavia, la sanità dell’isola attraversa una fase particolarmente difficile. La carenza di farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e risorse energetiche rappresenta una delle principali criticità per gli ospedali cubani.
Bassetti ha spiegato che tra i fattori che hanno contribuito alla crisi ci sono anche l’embargo e le sanzioni statunitensi, che hanno complicato l’accesso a medicinali, tecnologie e finanziamenti. Allo stesso tempo, restano le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte politiche ed economiche. La situazione, dunque, è complessa e non può essere ridotta a una semplice contrapposizione ideologica. Intanto, però, al centro resta soprattutto la salute di Di Battista. Il trasferimento in Italia sarà valutato soltanto quando le sue condizioni lo consentiranno.
