Torna a crescere l’allerta morbillo in Italia, con un aumento dei casi registrati nel 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati evidenziano una nuova ripresa della circolazione del virus, mentre diverse regioni stanno registrando incrementi significativi e resta sotto osservazione il livello della copertura vaccinale.
Sintomi e possibili complicanze del morbillo
Il morbillo può iniziare con sintomi simili a quelli di un’infezione respiratoria, tra cui febbre elevata, tosse, naso che cola, congiuntivite e occhi arrossati e lacrimosi. Dopo alcuni giorni compare generalmente l’eruzione cutanea, che tende a partire dal volto e dal collo per poi estendersi progressivamente al resto del corpo. Possono inoltre comparire le caratteristiche macchie di Koplik all’interno della bocca.
Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve senza conseguenze permanenti, ma non è priva di rischi: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le complicanze possono interessare fino al 30% dei casi e comprendono soprattutto polmonite, otite, diarrea, disidratazione ed encefalite. Quest’ultima è rara, ma può lasciare conseguenze neurologiche permanenti. Il rischio di sviluppare forme più gravi è maggiore nei bambini sotto i 5 anni, negli adulti, nelle donne in gravidanza e nelle persone immunodepresse.
Anche l’OMS evidenzia il possibile coinvolgimento respiratorio e neurologico e, durante la gravidanza, il rischio di parto prematuro e basso peso alla nascita.
Morbillo in Italia, 472 casi confermati nei primi cinque mesi del 2026
Come riportato da Tgcom24, nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025. Il quadro potrebbe essere ancora più ampio considerando le 609 segnalazioni complessive che comprendono anche i casi classificati come possibili o probabili. I dati emergono dall’analisi epidemiologica diffusa dal Ministero della Salute e mostrano una nuova ripresa della circolazione del virus dopo la flessione osservata nel 2025.
L’andamento degli ultimi anni evidenzia una recrudescenza iniziata nell’autunno del 2023. Nel 2024 erano stati notificati 1.045 casi, di cui 946 confermati in laboratorio, mentre nel 2025 le conferme erano scese a 497 sull’intero anno. Il confronto dei primi cinque mesi mostra però un nuovo incremento nel 2026. La fascia maggiormente interessata è quella dei 15-39 anni, con 345 casi, mentre tra i bambini sotto i 5 anni è stata rilevata l’incidenza più elevata in rapporto alla popolazione. Tra i casi con stato vaccinale noto nella fascia 15-39 anni, il 94,7% risultava non vaccinato.
Calabria, Campania, Lazio e Toscana tra le regioni più interessate
La crescita non è uniforme sul territorio nazionale. Il dato più marcato riguarda la Calabria, dove nei primi cinque mesi dell’anno si è passati dai 17 casi segnalati nello stesso periodo del 2025 a 265 nel 2026. In Campania le segnalazioni sono aumentate da 18 a 100, mentre nel Lazio sono passate da 47 a 54. Anche la Toscana ha registrato un incremento significativo, da 6 a 49 casi.
Un’ulteriore fotografia della circolazione del virus arriva dalla Liguria, dove dal 1° settembre sono stati rilevati 12 casi: due hanno riguardato bambini, mentre la maggior parte dei pazienti è costituita da adulti tra i 30 e i 55 anni non vaccinati. In alcuni casi sono state segnalate complicanze, comprese polmonite e problematiche neurologiche ed epatiche. La copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini in Liguria è indicata dalla Regione al 91%.
A livello nazionale resta centrale il tema della copertura vaccinale. Secondo i dati relativi al 2024, nessuna Regione o Provincia autonoma raggiungeva il 95% con due dosi, soglia indicata dall’OMS per interrompere la trasmissione del morbillo. Le coperture più basse risultavano in Sicilia, Campania e nella Provincia autonoma di Bolzano.
