Il 23 settembre 2026, l’Aula del Senato ha concluso la lunga trattativa sul ritorno del nucleare nel panorama energetico italiano. Con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, è stata approvata la legge delega che conferisce al governo la facoltà di emanare i decreti necessari.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha definito la decisione una “giornata storica per l’Italia”, sottolineando l’importanza di un approccio sostenibile e modulare per la decarbonizzazione entro il 2050.
Il voto del Senato e il contenuto della legge delega
Il testo approvato esclude la ricostruzione di grandi centrali tradizionali e si concentra esclusivamente sui small modular reactors (SMR) e sugli advanced modular reactors (AMR). Inoltre, la delega prevede una prospettiva di lungo periodo sulla ricerca di fusione nucleare.
Meccanismo di candidatura volontaria per i territori
Le amministrazioni locali, comprese municipalità e consorzi, potranno proporsi volontariamente per ospitare gli impianti o le strutture di stoccaggio temporaneo dei rifiuti, beneficiando di compensazioni economiche e di ristori energetici dedicati.
Regolamentazione e tempistiche: il conto alla rovescia di 12 mesi
Il Ispettorato per la Sicurezza nucleare diventerà l’unico punto di riferimento per le autorizzazioni, affiancato da tutele specifiche per le Regioni a statuto speciale.
Nei prossimi dodici mesi il governo dovrà emettere due gruppi di decreti: uno per semplificare il rilascio delle licenze, possibilmente riconoscendo le certificazioni internazionali, e un altro per creare strumenti di derisking finanziario capaci di ridurre il costo del capitale dei progetti modulari.
Struttura dei contratti e riduzione dei costi
Le nuove norme mirano a rendere i SMR più replicabili favorendo una rapida validazione dei progetti da parte dei mercati e incentivando investimenti privati con garanzie di ritorno.
Impatti economici e la prima impresa quotata nel settore
Il ministro Pichetto ha ipotizzato che il nucleare possa abbattere le bollette del 30-40 %, avvicinando l’Italia ai prezzi spagnoli. Parallelamente, la società Newcleo guidata da Stefano Buono, ha effettuato il debutto sul Nasdaq grazie a una business combination con la SPAC NewHold, raccogliendo 247 milioni di dollari per sviluppare un dimostratore da 10 MWh in Italia e preparare un primo reattore commerciale da 30 MWe entro il 2032.
Tecnologia a piombo liquido e sfide operative
Newcleo utilizza reattori veloci refrigerati a piombo liquido in grado di operare a pressione atmosferica e a temperature elevate, riducendo il rischio di esplosioni legate all’acqua. Tuttavia, il piombo è altamente corrosivo, richiedendo soluzioni ingegneristiche costose e tempistiche prolungate.
Con il via libera del Senato, l’Italia si pone sull’avanguardia del nucleare modulare ma la riuscita dipenderà dalla capacità del governo di tradurre la delega in decreti efficaci e dal supporto del settore privato nell’affrontare le sfide tecnologiche e finanziarie.
