> > Woolrich, parla la manager che si è licenziata era contro il trasferimento

Woolrich, parla la manager che si è licenziata era contro il trasferimento

Woolrich, parla la manager che si è licenziata era contro il trasferimento

L'ex manager della casa di moda parla del suo addio legato a scelte societarie sbagliate, ora è pronta ad aprire un nuovo capitolo della sua vita.

Il caso di Woolrich era da tempo al centro della cronaca in particolare sulle pagine dei principali quotidiani di Bologna e dell’hinterland perché il marchio di moda ha rappresentato un pezzo importantissimo dell’economia della città felsinea capace di portarla oltre confine con qualità e amore per il settore, un qualcosa che ora non c’è più.

Il trasferimento definitivo a Torino

Dalla fine del 2025 si parlava di licenziamenti per i dipendenti che non avrebbero accettato il passaggio da Bologna a Torino, dove la nuova proprietà ha deciso di stabilire gli impianti produttivi.

Una situazione difficile da sopportare ma anche normale perché un passaggio del genere voleva dire cambiare vita e non è una cosa che si può prendere alla leggera in generale, ancor meno in un periodo come quello attuale.

L’acquisizione da parte della nuova proprietà ha rappresentato l’incubo da tutti temuto licenziamenti per chi non avesse deciso di continuare, naturalmente ciò non significava come paventato da alcuni licenziamenti per tutti.

“Proprietà consigliata male”, parla l’ex manager

Daniela D’Armone ha rappresentato una parte importante dell’azienda emiliana, ne era all’interno da 10 anni con un ruolo manageriale di alto livello, ha visto cambiare la sua ormai ex realtà lavorativa molte volte.

Sulle pagine del Corriere della Sera ha deciso di parlare e di spiegare come mai lei ha deciso di dire basta all’azienda che aveva inizialmente considerato come una famiglia, terminando ieri la sua decennale carriera professionale.

“Credo siano stati mal consigliati. Tu non puoi pensare di fare un’operazione del genere in Emilia-Romagna. Il peggio l’hanno avuto loro. Saranno stati consigliati male dai consulenti”. Questa la sua idea rispetto all’idea iniziale poi concretizzatasi nel passaggio da Bologna a Torino.

Ha raccontato gli ultimi due anni passati in azienda, non facili – “Gli ultimi due anni sono stati un’agonia perché si sapeva che sarebbe stata venduta. Non sapevano a chi o quando ma la cessione era certa“.

Ora ha trovato un nuovo lavoro e rimarrà a Bologna assieme a suo figlio 15enne, un passaggio così importante in una fase così delicata era impossibile da compiere. Con le sue parole ha dimostrato che il lavoro e la famiglia sono due realtà da distinguere nettamente, nonostante spesso si creda di aver trovato nel lavoro una famiglia.

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