2012: l’anno peggiore per i consumi COMMENTA  

2012: l’anno peggiore per i consumi COMMENTA  

Col governo Monti, l’anno 2012 si avvia ad essere ricordato come l’anno più difficile per i consumi dal 1945 ad oggi, mentre la crisi non sembra dare segnali di miglioramento nel breve periodo. E’ quanto rileva Confcommercio in una nota, registrando per novembre l’indice dei consumi (ICC) in calo del 2,9% su anno e dello 0,1% su mese. Non solo quindi l’anno peggiore a livello aziendale, ma anche a livello privato. Le diverse tassazioni imposte dal governo tra cui anche l’incremento dell’iva, ha portato ad una brusca frenata dei consumi e degli investimenti, sia a livello privato che a livello imprenditoriale.

Nei primi 11 mesi dell’anno i consumi calano del 2,9% rispetto all’analogo periodo del 2011 e “Il permanere di dinamiche congiunturali negative, anche nei mesi finali dell’anno, continua a segnalare come la crisi sia ancora ben presente all’interno del sistema economico. Difficilmente la nostra economia, ed i consumi in particolare, potranno cominciare a mostrare, nel breve periodo, segnali di un significativo miglioramento”, anche perchè con i nuovi salassi imposti dal governo alle famiglie e alle imprese, difficilmente si potrà invertire la tendenza nel breve periodo, a meno di clamorosi cambi di rotta governativi.


Le famiglie “continuare a percepire un peggioramento della propria condizione economica, elemento che ne frena le capacità di spesa”.

Quanto alle imprese, che riflettono in misura più marcata le reali condizioni del mercato, siamo sui livelli minimi degli ultimi anni, aggiunge Confcommercio.


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