Arrestato per rapimento di una bambina e poi assolto: ora chiede 2 milioni a Google
Arrestato per rapimento di una bambina e poi assolto: ora chiede 2 milioni a Google
Bari

Arrestato per rapimento di una bambina e poi assolto: ora chiede 2 milioni a Google

Google

Il barese Giovanni Giancane, coinvolto nel rapimento di una bimba, chiede 2 milioni di euro di risarcimento: Google non ha applicato il diritto all'oblio.

Con il termine “Diritto all’oblio” si definisce la volontà di qualcuno di essere “dimenticato dal web”. E’ questo il caso del barese Giovanni Giancane. L’uomo era stato coinvolto nel rapimento di una bimba di sei anni. Era stato, poi, rilasciato e assolto due anni dopo, ed aveva esercitato il diritto all’oblio. Il tutto con una formale richiesta di essere eliminato dal motore di ricerca Google. Giancane non aveva, infatti, alcuna intenzione di permettere che il proprio nome venisse associato a quella vicenda. Stando ai fatti, però, la richiesta non è stata accolta, e digitando il nome di Giovanni Giancane sul motore di ricerca, è possibile trovare informazioni riguardo al suo arresto ed alla sua incarcerazione. Ora l’uomo chiede a Google due milioni di euro di risarcimento. Sarà compito del tribunale di Lecce verificare se effettivamente Google avrebbe dovuto provvedere alla rimozione richiesta.

I fatti e l’arresto

Siamo nel giugno del 2014 e viene denunciata ai carabinieri la scomparsa di una bambina bulgara di sei anni.

La bimba si trovava in un parco giochi a Monteroni, in provicina di Lecce. Giovanni Giancane viene accusato ed arrestato per sequestro di persona. A fargli da complice è una donna, Valentina Piccinonno. Quest’ultima, pochi mesi più tardi, sarà arrestata per l’omicidio di un’anziano. Il tutto, nel corso di un tentativo di rapina. Secondo quanto rilevato dalla ricostruzione dei fatti effettuata dalla Procura, l’uomo avrebbe avvicinato la bimba, offrendole un gelato. In seguito l’avrebbe portata via in sella al proprio scooter. Tutto ciò, pero, sarebbe stato smentito in tribunale. Non si sarebbero, infatti, trovate prove del coinvolgimento di Giovanni Giancane nella vicenda. Il tribunale di Lecce avrebbe quindi dichiarato innocente l’uomo, rendendo poi effettiva la sentenza. Dopo il rilascio e l’assoluzione, l’avvocato di Giancane avrebbe fatto appello al diritto di oblio contro il colossale motore di ricerca Google.

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Google : risarcimento di 2 milioni

Nonostante venne provata l’effettiva innocenza del quarantunenne leccese, il suo nome sembrerebbe essere stato ancora associato alla vicenda.

Dopo il processo e l’assoluzione dell’uomo, il suo avvocato, Daniele Scala , avrebbe avanzato una formale richiesta al motore di ricerca Google per la rimozione del nome del proprio assistito in associazione alla vicenda del rapimento. Il diritto all’oblio, però, non sarebbe stato applicato dai dirigenti del colosso del web. Il nome di Giovanni Giancane risulta, in effetti, ancora legato alla vicenda. A sostegno della denuncia contro Google, l’avvocato ha portato dei certificati medici. Tali certificati testimoniano il malessere psicofisico dell’uomo, in relazione all’associazione del proprio nome ad una vicenda poco piacevole. E’ infatti illegale, secondo Scala e Giancane, il fatto che Google non abbia provveduto ad apportare le modifiche richieste. E’ stato dunque richiesto un risarcimento. La somma in questione ammonta a circa due milioni di euro, per mancata applicazione del diritto all’oblio.

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