Arrestato da Gdf il figlio del cassiere banda della Magliana

Roma

Arrestato da Gdf il figlio del cassiere banda della Magliana

Massimo Nicoletti

Arresti a Roma da parte del GdF: in manette 4 persone tra cui Massimo Nicoletti, figlio dello storico cassiere della "Banda della Magliana".

Le indagini della Guardia di Finanza di Roma si concludono con quattro arresti. Tra questi, il pregiudicato Massimo Nicoletti, figlio del cassiere della storica Banda della Magliana, Enrico Nicoletti.

L’ Operazione Barba si conclude con quattro arresti a Roma.

Lo spunto per il nome dell’operazione viene proprio dal soprannome con cui, negli ambienti criminali della capitale, è conosciuto Massimo Nicoletti. Quest’ultimo, figlio dello storico cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti, è stato messo in manette dalla Guardia di Finanza di Roma. Insieme a lui, arrestate altre tre persone. L’accusa è quella del trasferimento di beni fraudolento per eludere la normativa antimafia nell’ambito delle prevenzioni patrimoniali. Nell’ambito dell’operazione sono state sequestrate anche altre due società di capitali, insieme alle quote di un’altra azienda. Il valore ammonterebbe, secondo le fonti, a circsa 5 milioni di euro.

L’inizio delle indagini e gli appostamenti

Le indagini dell’operazione Barba sono iniziate nel 2015 e si sono protratte per circa due anni.

Il tutto si è sviluppato tramite una serie di appostamenti, intercettazioni telefoniche ed accertamenti economico-patrimoniali. Le indagini che si sono sviluppate a poco a poco, hanno ricondotto gli agenti al nome di Massimo Nicoletti. Quest’ultimo sembra infatti essere il capo per quanto riguarda alcuni investimenti nell’ambito del mercato immobiliare della capitale.

Le iniziative imprenditoriali di Nicoletti

Secondo ciò che hanno rivelato le indagini dell’operazione Barba, gli investimenti erano finalizzati alla realizzazione di un imponente complesso residenziale. L’investimento toccava inizialmente i 3 milioni di euro, la cui provenienza era già sospetta. Il progetto comprendeva la realizzazione di quarantadue prestigiosi immobili, e vedeva il coinvolgimento di due società di capitali, utilizzate per l’investimento.

Le due società coinvolte nell’investimento

La prima delle due aziende sembra essere coinvolta nell’acquisto del terreno e nella realizzazione degli immobili. La seconda, invece, era incaricata nell’alienazione degli appartamenti agli acquirenti finali.

La gestione di entrambe sembra, comunque, essere riconducibile a Massimo Nicoletti, che agiva sotto prestanome da parte dei vari soci delle sopracitate società. Tali soci agivano comunque nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti, furto, violenza e truffe. I due sono attualmente sotto Ordinanza di Custodia Cautelare e sembrano essere indagati anche all’estero per operazioni di riciclaggio con il tentativo di eludere la normativa antimafia.

Il coinvolgimento di Mario Mattei

Mario Mattei è uno dei complici di Nicoletti, anche lui sotto Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dalla Guardia di Finanza di Roma. L’incarico principale di Mattei sembra essere, infatti, quello di gestire i rapporti con i finanziatori coinvolti nelle speculazioni immobiliari. Tali finanziatori avrebbero in seguito chiesto il rimborso delle somme investite, cosa che ovviamente non sarebbe stata possibile. Tutto ciò sfocia in minacce per Mario Mattei, costretto ad allontanare dall’abitazione la sua famiglia.

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