British Petroleum dice addio all’energia solare

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British Petroleum dice addio all’energia solare

Per coloro che sperano in un futuro basato su fonti di energia pulite, la notizia non è delle migliori. La British Petroleum, infatti, ha deciso di chiudere il settore dell’energia solare, motivando la scelta con i mancati guadagni derivanti dalla crisi, come spiegato senza mezze misure dal direttore di Bp Solar, Mike Petrucci. Probabilmente il gruppo ritiene ormai esaurita la pubblicità negativa risalente al disastro provocato nel Golfo del Messico e può permettersi di chiudere un settore che, se da un lato poteva attutire gli effetti dello stesso sull’opinione pubblica, dall’altro comportava grandi investimenti che in un momento come questo possono, o meglio debbono, essere indirizzati su settori più remunerativi. Come quello che riguarda gas e petrolio, ove la compagnia sta continuando a investire 20 miliardi di dollari l’anno che garantiscono grossi ritorni.
E’ l’ultimo atto di una strategia che già negli ultimi tre anni aveva visto una graduale riduzione dell’impegno della compagnia nel settore dell’energia solare, con la chiusura delle fabbriche in cui produceva pannelli e il licenziamento di circa 1.750 lavoratori.

I quali sanno comunque con chi prendersela, cioè con i produttori cinesi che, coi loro prodotti a bassissimo costo hanno fatto crollare il valore dei pannelli solari in tutto il mondo, come affermato dai vertici aziendali. A parziale consolazione degli ambientalisti, è da notare come il gruppo abbia espresso la sua intenzione di continuare a spendere le risorse preventivate, otto miliardi, nelle energie rinnovabili, come aveva garantito in passato, e continuerà ad essere presente nel settore dei biocarburanti, oltre che con le installazioni per sfruttare il vento sulle coste degli Stati Uniti. Sempre sperando che non arrivino i comunisti cinesi anche qui, naturalmente.

Pannelli solari
Pannelli solari

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