Lavoro in nero, in Sicilia esiste ancora il caporalato COMMENTA  

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Il caporalato: un’istituzione che ancora vive.

E’ in corso nella provincia di Siracusa,un’indagine approfondita della Guardia di Finanza sull’arcaica istituzione del caporalato, vale a dire quella forma lavorativa per cui una persona o più persone sceglie a propria discrezione un certo numero di persone per lavorare, lucrando sulla loro paga.


Nella zona agricola tra Siracusa e Cassibile il lavoro nero è una piaga aggravata dal caporalato: se si pensa che nella provincia di Siracusa sono presenti oltre 13.500 stranieri, con un’importante comunità africana, la maggior parte dei quali impiegati nell’agricoltura, si può ben comprendere la dimensione del fenomeno.


Le indagini della Procura, coordinate dal sostituto procuratore dott. Francesco Paolo Giordano, hanno messo in campo 25 pattuglie delle Fiamme Gialle, con circa 75 finanzieri,  che stanno eseguendo visite ispettive a tappeto, cercando di arginare il fenomeno che ha come immediata conseguenza la mancanza di sicurezza, di assistenza, di diritti per i lavoratori.


 

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