Cardioaspirina: prima o dopo i pasti?

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Cardioaspirina: prima o dopo i pasti?

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Qual è il momento migliore della giornata per assumere le compresse di cardioaspirina? Nuovi studi sfatano alcune convinzioni diffuse tra i medici nel Mondo.

Uno dei farmaci più diffusi in assoluto a livello mondiale è l’aspirina: viene nominata spesso anche in libri e film, dove i protagonisti sono alle prese con sintomi influenzali e forti emicranie. Della stessa “famiglia” farmacologica, fa parte anche la cosiddetta cardioaspirina: anch’essa è basata sullo stesso principio attivo, ovvero l’acido acetilsalicilico, ma in concentrazioni minori rispetto a quella che cura i sintomi delle malattie da raffreddamento e gli stati dolorosi, e viene prescritta come anticoagulante.

I soggetti che presentano forti rischi di trombosi venosa, che hanno subito infarti, episodi ischemici o ictus, che sono portatori di by-pass o sono stati sottoposti ad interventi di angioplastica, vengono tenuti sotto controllo proprio tramite la prescrizione di cardioaspirina o altri farmaci che inibiscono la formazione di grumi nel sangue che, ostruendo i vasi del sistema cardiovascolare, sono potenzialmente letali.

Normalmente, è sufficiente assumere una sola compressa al giorno e, secondo la maggior parte dei medici, l’ideale è prenderla a stomaco pieno, per evitare che l’acido acetilsalicilico danneggi le mucose dello stomaco, causando problemi gastrici e ulcerazioni.

Questo nonostante la compressa sia rivestita da un film protettivo che diminuisce l’assorbimento dell’acido da parte dello stomaco. Non è inconsueto, infatti, che vengano prescritte, in associazione alla cardioaspirina, anche delle medicine gastroprotettive, perlopiù a base di pantoprazolo, da prendere una volta al giorno, invece, a stomaco vuoto, di solito almeno un’ora prima di colazione.

Ma quale pasto quotidiano è meglio considerare per poi assumere il farmaco ottenendo i maggiori benefici e limitando gli effetti collaterali?

Negli Stati Uniti, ad esempio, si consiglia la prima colazione, mentre in Europa, tendenzialmente, il pranzo, questo perchè sono ritenuti rispettivamente i pasti più abbondanti: recentissimi studi, però, hanno messo in discussione queste consuetudini, stabilendo che il momento migliore della giornata in cui assumere la cardioaspirina sia quello prima di coricarsi.

La ricerca è stata esposta proprio nel 2016, all’annuale incontro dell’American Heart Association, dove gli studiosi coinvolti hanno spiegato che, visto che è molto più probabile che gli eventi nefasti a carico dell’apparato cardiovascolare si manifestino nelle ore mattutine, sarebbe opportuno prendere la cardioaspirina la sera, prima di andare a dormire: questo accorgimento migliorerebbe l’effetto anticoagulante del farmaco, prevenendo più facilmente l’insorgere di problemi nella mattinata successiva e fa sì che la possibilità di lesioni allo stomaco sia molto meno accentuata rispetto a quanto riscontrato negli altri momenti della giornata.

Una curiosità: la parola aspirina, sebbene sia il nome commerciale dato dalla tedesca Bayer al farmaco al momento della sua immissione sul mercato nel 1899, è ormai assunto universalmente come identificativo del principio attivo che la compone, ovvero l’acido acetilsalicilico, ora prodotto per sintesi in laboratorio, ma che in natura si trova nella corteccia del salice bianco e che era conosciuto anche dagli antichi Romani, dai nativi Americani e, prima ancora, da Egizi, Sumeri e Assiri.

La definizione acido acetilsalicilico si deve ad un chimico italiano, che dalla Calabria emigrò in Francia per perfezionare gli studi: si chiamava Raffaele Piria.

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