Cassazione: l’articolo 18 si applicherà ancora per i lavoratori del pubblico impiego

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Cassazione: l’articolo 18 si applicherà ancora per i lavoratori del pubblico impiego

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L’articolo 18 continuerà ad applicarsi nei casi di licenziamento del pubblico impiego. Previsto il reintegro nei casi di licenziamento senza giusta causa.

Una sentenza della Corte di Cassazione sull’articolo 18 depositata giovedi ha chiarito finalmente l’ambito di applicazione della legge Fornero in merito al licenziamento del personale facente parte del pubblico impiego. Si tratta della sentenza numero 11868 che ha stabilito che la legge allora approvata dal governo Monti non disciplina il licenziamento del pubblico impiego, mettendo fine ad una controversia che ormai dura da tempo e che avrebbe generato sentenze di diverso orientamento da parte della magistratura ordinaria.

In passato era stato il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a precisare che l’articolo 18 per gli impiegati statali non è mai stato intaccato dall’entrata in vigore della legge Fornero cosi come non ha apportato modifiche in merito l’introduzione del Jobs Act. Molti si ricorderanno che la riforma del lavoro approvata dal governo Renzi ha introdotto le discusse modifiche all’articolo 18, introducendo dei limiti al reintegro in caso di ingiusto licenziamento e sostituendolo con un indennizzo equo in denaro, eccetto per i casi di licenziamento discriminatorio.

Sulla base degli effetti della sentenza appena emessa dalla Corte di Cassazione, sono stati diradati tutti i dubbi relativi al licenziamento del pubblico impiego per il quale rimarranno intatte tutte le garanzie previste in precedenza dall’articolo 18, contemplando dunque il reintegro nel caso di licenziamento senza giusta causa. Una decisione che non lesinerà strascichi polemici con i dipendenti delle aziende private pronti a scendere sul piede di guerra per l’ingiusta discriminazione della quale sarebbero vittime.

La sentenza della Cassazione si è resa necessaria dopo un ricorso presentato dal ministero delle Infrastrutture contro un funzionario licenziato perchè nascondeva un doppio impiego per il quale la Corte d’Appello aveva disposto un risarcimento di 6 mensilità secondo quanto disposto dalla Legge Fornero. Il ministero aveva deciso di presentare ricorso avverso alla decisione di accordare sei mesi di risarcimento per il funzionario licenziato.

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