Concordia, il via al recupero: spunta il primo metro

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Concordia, il via al recupero: spunta il primo metro

Il parbuckling (l’operazione di recupero della nave Concordia) è iniziato con tre ore di ritardo. Per recuperare il natante è stato progettato un sistema di raddrizzamento il quale provvederà a spingere la nave dal fianco destro, mentre due enormi serbatoi – successivamente riempiti di acqua – la terranno in galleggiamento. Per ora la nave ha ruotato di circa un metro. La parte emersa si distingue nettamente da quella che era già fuori dal fatto che è completamente arrugginita. Secondo i tecnici della società, la Titan-Micoperi, che sta effettuando l’operazione di recupero ci vorranno dodici ore per completare la rotazione del relitto. Per questa complicata operazione, la Concordia è imbragata con 36 cavi di acciaio con un tiro iniziale di 60 tonnellate. Ogni incremento di tiro equivarrà a circa 10 tonnellate. Ogni movimento sarà monitorato con le apparecchiature e per mezzo di telecamere subacquee. Per riportare in piedi lo scafo, i cavi dovranno essere tirati di circa 21 metri, 3,5 metri per ogni ora in modo da effettuare un’azione costante ma non pericolosa per la struttura della nave.

Prelievi d’acqua saranno controllati, da terra, dall’Agenzia regionale di Protezione Ambientale (Arpat) della regione Toscana, per controllare eventuali forme di inquinamento dovute al recupero.

A seguito delle operazioni di raddrizzamento della nave potrebbero esservi delle fuoriuscite di materiali inquinanti: detergenti, oli, combustibili, saponi. Oltre ai rilevamenti dalla costa ci saranno, poi, altri monitoraggi a circa 100 metri dallo scafo in condizioni di sottovento, mentre la nave oceanografica ‘Poseidon’ si occuperà dei controlli dell’acqua al largo delle coste dell’Isola del Giglio.

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