Condanna Sallusti, pena sospesa: quando il Pdl voleva far arrestare i giornalisti

Cronaca

Condanna Sallusti, pena sospesa: quando il Pdl voleva far arrestare i giornalisti

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Alessandro Sallusti non andrà in galera nonostante lo stesso direttore de “Il Giornale” aveva tinto di drammaticità all’inverosimile sua sua vicenda. La Procura della Repubblica di Milano, nella persona di Bruti Liberati, si è affrettata a diramare una nota nella quale si spiega che, non essendoci cumuli di pena nè recidive, la pena è automaticamente sospesa. Certo, arrestare una persona per diffamazione è assurdo, spropositato. Peccato essersene resi conto solo dopo che è stato toccato un “pezzo grosso”, uno cui di certo non mancano i mezzi per farsi sentire e far mobilitare addirittura il Ministro Cancellieri. Sallusti ha vestito i panni del martire, del perseguitato. Così non è. Chiunque, nelle sue condizioni sarebbe stato condannato. Non centra nulla la sua guerra fatta ai giudici per compiacere Silvio Berlusconi. Sembrano lontani i tempi del ddl intercettazioni nel quale, con un emendamento a firma di Manilo Contento, si prevedeva il carcere fino a 3 anni per i giornalisti che pubblicavano “intercettazioni irrilevanti”. Dov’era l’indignata e sconvolta Santanchè all’epoca? Noi difendiamo la libertà di stampa per tutti.non vogliamo vedere giornalisti in galera per assurdi reati d’opinione fermo restando che il diffamato ha diritto a un risarcimento. La pena detentiva, però, non risarcisce nessuno ecco perché, nonostante tutto, siamo felici che Sallusti non faccia un solo giorno di galera, non per aver diffamato qualcuno.


Vincenzo Borriello

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