Cosa vuol dire eterosessuale?

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Cosa vuol dire eterosessuale?

eterosessuale

Il termine della parola eterosessuale. Scopriamo l'etimologia, le classificazioni sessuali e la teoria dello sviluppo psicosessuale di Freud.

Eterosessuale, spesso usato in contrapposizione a omosessuale, è un termine usato di frequente in campo comportamentale ma anche in campo medico.

L’etimologia della parola eterosessuale

Eterossuale è una parola composta da “etero” e “sessuale”. Indica una persona che prova un’attrazione sessuale per soggetti di sesso opposto al proprio. Da qui, infatti, l’origine del parola: il prefisso “etero” proviene dal greco e significa appunto “altro, diverso” mentre “sessuale” dal latino. Il termine può essere usato all’interno di una frase sia come sostantivo che come aggettivo.
Questa parola viene coniata da Karl-Maria Kertbeny, un letterato ungherese di lingua tedesca, che nel 1868 la usa in contrapposizione a “omosessuale“. Soltanto nell’anno successivo sarà possibile trovarla in un testo scritto. Nel 1923 entra ufficialmente a far parte del Nuovo Dizionario Internazionale della Merriam-Webster con la definizione di “passione sessuale morbosa per una persona del sesso opposto”, modificata nella seconda edizione del 1934 in “manifestazione di passione sessuale per una persona del sesso opposto; sessualità normale”.

Cos’è l’eterosessualità?

L’eterosessualità è un’attrazione romantica, sessuale o comportamento che si prova tra persone di sesso opposto o genere diverso.

In quanto orientamento sessuale, l’eterosessualità si riferisce a “una disposizione a sperimentare l’esperienza sessuale, l’attrazione fisica, emotiva verso persone del sesso opposto”; oppure si riferisce a “l’identità individuale che si basa su quel tipo di attrazione, esprimendo i propri sentimenti verso persone di sesso opposto, e verso coloro che condividono determinati sentimenti”.
L’eterosessualità è un comportamento, un’attrazione che ognuno sente dentro di sè. Si manifesta in modi e tempistiche del tutto differenti e non ha un modo definito e unico di manifestarsi in ognuno di noi.
Costituisce l’orientamento sessuale prevalente, sia tra gli esseri umani che in natura, in quanto è l’unico a garantire la riproduzione di una specie.

Gli orientamenti sessuali

La sessualità, in generale, può manifestarsi in diversi modi. L’orientamento sessuale si sviluppa normalmente nel periodo della pubertà. In questo periodo nella sfera della coscienza si viene, infatti, a sviluppare una preponderanza di sentimenti, pensieri e fantasie erotiche che riguardano altri individui.

In base all’identificazione del partner sessuale si viene a definire l’orientamento sessuale di ogni persona.
L’orientamento sessuale può essere definito come attrazione fisica ed affettiva, e sono previste quattro classificazioni:

  • eterosessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di una persona di sesso diverso;
  • omosessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di una persona dello stesso sesso;
  • bisessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di persone di entrambi i sessi.
  • asessuale: mancanza totale di qualsiasi attrazione fisica e affettiva per un altro individuo. Spesso associato alla mancanza di orientamento sessuale il termine è stato coniato soltanto recentemente. Secondo un recente studio include l’1% della popolazione mondiale.

Freud e le fasi dello sviluppo psicosessuale

Sigmund Freud, nel corso della sua ricerca psicoanalitica della mente umana, sostiene che la sessualità di ogni individuo è presente fin dalla nascita ma resta latente fino al momento dello sviluppo. Nei suoi studi ha preso in esame il tema dello sviluppo psicosessuale. Lo suddivide in diverse fasi, cinque per l’esattezza, tutte divise per fasce d’età.
Lo psicoanalista, dopo attenti studi, afferma che la sessualità non è da identificare con la mera attività genitale dell’adulto.

Consiste nello scovare l’esistenza di una sessualità infantile, la quale per l’appunto si manifesta di pari passo con l’evoluzione dei processi pulsionali della Libido.

Le fasi in questione sono cinque:

  1. Fase orale: è la prima fase dello sviluppo infantile comprendente i primi 18 mesi di vita. Il piacere sessuale è strettamente interconnesso con l’eccitamento della cavità orale e delle labbra e quindi all’attività nutrizionale.
  2. Fase anale: è la seconda fase e si sviluppa tra i 18 e i 36 mesi di vita del bambino. In questa fase l’interesse si sposta verso la zona anale in conseguenza all’acquisizione di un maggior controllo delle funzioni sfinteriche.
  3. Fase fallica: si manifesta dai 3 ai 6 anni circa. L’attenzione si sposta verso la parte genitale che diventa la zona erogena deputata all’appagamento delle pulsioni. In questo periodo si attiva un comportamento altamente esibizionista.
  4. Periodo di latenza: comprende un periodo variabile dai 6 anni alla pubertà.

    Questo periodo non è propriamente una fase psicosessuale. La libido è latente e le pulsioni sessuali vengono sublimate verso altri fini. Ad esempio il gioco, la socialità, l’attività fisica e la maggiore scoperta di se stessi.

  5. Fase genitale: si attiva con la pubertà e si protrae per tutta la vita dell’individuo. In questa fase si determina l’orientamento sessuale.

Per approfondire

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L’uso corrente del termine

L’uso corrente del termine eterosessuale affonda le sue radici nella tradizione del XIX secolo. Alcuni rifiutano il termine “eterosessuale” (o etero sessuale) dato che la parola si riferisce solo al comportamento sessuale – si parla quindi di eterosessualità – e non si riferisce, invece, a sentimenti romantici non sessuali. La parola può essere, informalmente, abbreviata in “etero“.
Negli ultimi anni sono nati diversi dibattiti di cui sentiamo continuamente parlare alla radio, alla televisione, suoi social perchè l’eterosessualità non è l’unica via per vivere la proprià sessualità. Come abbiamo elencato prima, esistono diverse classificazioni per gli orientamenti sessuali, il problema sta proprio nel riconoscere il fatto che non c’è un unico modo, un modo giusto, un modo corretto per definire la propria sessualità.

Quindi finchè non saranno riconosciute anche le altre classificazioni sullo stesso piano dell’eterosessualità non possiamo far altro che continuare a combattere per le pari opportunità.

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