Don Francesco Caramia si difende dalle accuse di pedofilia: ‘Tutte falsità’

Cronaca

Don Francesco Caramia si difende dalle accuse di pedofilia: ‘Tutte falsità’

don Francesco Caramia

Don Francesco Caramia accusato di abusi sessuali su minori ha trascorso la prima notte in carcere, adesso si difende a spada tratta.

Don Francesco Caramia, l’ex parroco della chiesa di San Giustino de’ Jacobis, rivendica a gran voce la propria innocenza dopo le infamanti accuse di abusi sessuali su minori. Il prete, nel lungo interrogatorio rilasciato davanti al gip, ha lanciato un accorato appello affinchè venga ripristinata quella che ritiene essere la verità. ‘Io sono innocente, dovete credermi – ha esortato Don Francesco Caramia agli inquirenti – non ho mai fatto del male a nessun ragazzo della parrocchia. Quelle accuse sono false, è vero che conosco il ragazzino che è stato chierichetto, ma non c’è altro’.

Don Caramia, 42 anni, ha trascorso la notte nel carcere di Brindisi dopo l’arresto che è stato eseguito nella mattinata di mercoledi. Nell’interrogatorio, durato oltre due ore, il prete ha chiarito i dettagli sul rapporto con il ragazzino che all’epoca dei fatti contestati (il 2007) aveva soltanto 9 anni.

Assistito dal proprio legale, Giancarlo Camassa, ha ribattuto colpo su colpo alle accuse infamanti ricevute.

Gli avvocati hanno già annunciato che faranno ricorso al Tribunale del Riesame, per chiedere la revoca degli arresti. Nel suo collegio di legali farà parte anche la nota criminologa, Roberta Bruzzone, un volto noto per la partecipazione frequente alle trasmissioni televisive e ai talk show. Sono tantissimi i messaggi di solidarietà in difesa di Don Francesco Caramia, postati sui social network dai tanti fedeli che hanno conservato la stima nei confronti del parroco nonostante le gravi accuse. In tanti credono all’estraneità dell’uomo ai fatti contestati.

Don Caramia sapeva da tempo di essere finito nel mirino degli inquirenti, già a dicembre ebbe modo di mettere a disposizione della pubblica autorità il proprio pc per consentire che venissero passate al setacci le email e i file. L’uomo è stato sottoposto ad intercettazioni per lungo tempo, poi il pm e il gip hanno ritenuto di dover procedere agli arresti in via cautelativa per evitare che l’uomo potesse reiterare il reato.

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