Erdogan: le donne non sono uguali agli uomini

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Erdogan: le donne non sono uguali agli uomini

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Il presidente Erdogan continua a limitare la libertà personale dei turchi: “Le donne non possono ricoprire i ruoli degli uomini”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sembra ormai avvicinarsi sempre di più al controllo totale sul paese. Soprattutto dopo il recente Golpe ad Ankara. Il 15 luglio 2000 soldati hanno bloccato il ponte sul Bosforo e si sono diretti verso il parlamento per prendere il potere con la forza. La polizia oppone resistenza. I militanti consigliano ai civili di chiudersi in casa ma il presidente Erdogan fa un annuncio su Facetime ai cittadini: “scendete in piazza e combattete i golpisti!“. In strada si sono riversati quindi tutti i civili, portandosi anche bandiere turche, pronti a combattere per la nazione. Non è stato uno scontro pacifico, 265 tra golpisti, poliziotti e civili sono morti. Twitter e i vari aggiornamenti in diretta sui media sono stati censurati, le poche immagini trapelate mostravano scene di distruzione. Il Golpe è fallito. Erdogan ha subito commentato: “All’interno delle forze armate purtroppo c’era un gruppo di persone che non ha potuto ammettere l’unità della nostra nazione e che si è organizzato in uno stato parallelo“. Parla dei golpisti come dei terroristi traditori della nazione. Poi sostiene che il mandante dell’attacco sarebbe l’ex avversario politico Gülen, residente in America da anni. Quindi oltre ad arrestare i militari, che hanno partecipato al colpo di stato, il presidente ha usato come scusa l’evento per fare un po’ di pulizia tra i suoi oppositori. Erdogan ha infatti sciolto dalla carica ben 2745 giudici accusati di collegamenti con Gülen e anche un gran numero di giornalisti. D’altronde il presidente non è nuovo a queste limitazioni della libertà. Poco tempo fa infatti affermava con convinzione che: “Gli uomini e le donne non sono uguali, non possono ricoprire le stesse posizioni. Questo è contro natura perché sono diversi per indole e costituzione fisica“. Ma ancora più inquietante quello che affermava agli inizi della sua carriera: “Le nostre moschee sono le nostre caserme, le nostre cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati”. Il presidente, ha sempre mostrato apertamente il suo desiderio di una Turchia non più laica ma totalmente islamica. Non a caso si vocifera sul suo supporto ai terroristi islamici dell’Isis. Quello che tutti pensano dopo gli ultimi accadimenti è che Erdogan abbia architettato tutta questa messinscena del golpe, perchè di questo si tratta se si analizzano i numeri e i fatti, per fare pulizia tra i nemici e dare al popolo un nemico comune. In questo modo i civili non penseranno alle sue azioni contro la libertà perchè troppo concentrati a combattere i nemici della Turchia.

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