Gli amori di Marilyn Monroe COMMENTA  

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La lista dei suoi “amori”, veri o presunti, pare interminabile, specialmente se si pensa a quanto sia stata breve la sua vita e a come sia sempre stata fitta di impegni: film, servizi fotografici, lezioni di recitazione, di danza, di canto, sedute interminabili dall’estetista, incontri con lo psicanalista (con cui si dice abbia avuto un’intenso flirt), ritiri nelle cliniche.

A sedici anni, quando è ancora Norma Jean, sposa Jim Dougherty , da cui divorzia nel 1946.
All’inizio della carriera artistica entrano nella sua vita sentimentale i fotografi, che l’aiutarono ad affermarsi come modella, Andrè de Dienes e Laszlo Willinger, Henry Rosenfield (uno stilista newyorkese) e poi Johnny Hyde, vice presidente di una delle più importanti agenzie di Hollywood, che ottenne per lei le scritture che la lanciarono verso i vertici del successo. Si disse che Hyde morì per il dolore causatogli dall’abbandono di Marilyn.

Quindi ci furono il secondo marito Joe Di Maggio e il terzo Arthur Miller e si dice che Marilyn pensasse già a sposarsi con lo scrittore, quando ancora era coniugata con Di Maggio.

Tra un matrimonio e l’altro e anche quando era sposata, non disdegnò le attenzioni di altri uomini tra cui Marlon Brando, Frank Sinatra e il giornalista Robert Slatzer con cui aveva un’ “intima amicizia” sin da quando, nel 1946, ne fece la conoscenza nell’atrio degli studi della Fox. A quel tempo lui aveva appena 19 anni e lei, che si chiamava ancora Norma Jeane e faceva la modella, faceva la fila ai vari uffici del casting, con il portfolio delle foto e il curriculum, per ottenere una scrittura.

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La relazione nata sul set di “Facciamo l’amore” con il cantante-attore Yves Montand, mentre erano entrambi sposati, lei con Miller, lui con l’attrice Simon Signoret, fece scandalo e fu sbandierata su tutti i giornali.
All’inizio al suo fianco in questo film avrebbe dovuto esserci Gregory Peck, ma l’attore, quando lesse il copione, rinunciò alla parte e Marilyn, che aveva visto Montand recitare in teatro e ne era rimasta affascinata, lo impose come suo partner. Ci volle tutta la diplomazia della Signoret, per far troncare la relazione e allontanare il marito dalla Monroe riportandolo in Francia.
Infine entrarono nella sua vita i fratelli Kennedy, John prima e Robert dopo, con cui intrecciò storie controverse, oscure, conflittuali, che la portarono ad un grave peggioramento del suo precario stato psicologico, sino alla sua prematura scomparsa.

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