I vigili appongono le ganasce all’auto di Renato Zero, e lui va su tutte le furie COMMENTA  

I vigili appongono le ganasce all’auto di Renato Zero, e lui va su tutte le furie COMMENTA  

E’ andato su tutte le furie il cantante Renato Zero, nel momento in cui è accorto che la Polizia Municipale di Roma aveva apposto le ganasce al  proprio mezzo. Il noto artista romano aveva avuto l’insana idea di parcheggiare la propria Jeep, di colore bianco, in via del Governo Vecchio, nel centro storico di Roma, in una zona a traffico limitato. La violazione non è passata inosservata ai vigili urbani capitolini, che hanno deciso di applicare le ganasce alla lussuosa auto di Renato Zero.

La Jeep risultava, fra l’altro, intestata ad una societa, secondo quanto riportato da Ansa, ma viene usata regolarmente dall’artista romano. Il fatto sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di lunedi. Il cantante non l’ha presa affatto bene, ed ha iniziato a battibeccare con gli ausiliari del traffico, poi ha deciso di chiamare una troupe televisiva e un fotoreporter, per rendere pubblico il torto che riteneva di aver subito. La Polizia Municipale, in merito, ha emesso un comunicato, nel quale ha chiarito la ‘correttezza del proprio operato’ e che in futuro, ‘nelle medesime condizioni’ intenderà operare in ‘identica maniera’ in applicazione delle normative vigenti.

Dopo il battibecco, Renato Zero, è salito sulla propria auto ancora adirato per l’accaduto, avrebbe firmato i documenti del caso e poi sarebbe andato via.

Renato Zero non è l’unico vip che si è imbattuto in una multa, di recente. A luglio è stata la volta del cantante Gianni Morandi, ad essere beccato da un autovelox in autostrada., mentre sfrecciava con la propria auto ad una velocità ben superiore ai limiti previsti. L’artista bolognese ci rise su postando sul proprio profilo facebook il video della celebre canzone «Andavo a cento all’ora», uno dei brani con i quali esordì nel 1962, facendosi conoscere dal grande pubblico. Una reazione ben diversa, da quella di Renato Zero, che non ha gradito il fatto di essere stato trattato come un ‘normale’ cittadino.

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