Job Fair 2012: più vetrina che fiera COMMENTA  

Job Fair 2012: più vetrina che fiera COMMENTA  

FIRENZE – Venerdì 19 e sabato 20 ottobre si è tenuto al Mandela Forum il tradizionale Job Fair, la più importante manifestazione italiana per favorire l’incontro tra offerta e domanda di lavoro organizzata da Confindustria Firenze, Camera di Commercio, Università degli studi di Firenze e Provincia di Firenze.


Rispetto alle passate edizioni, la prima cosa che si notava era la consistente presenza di over 35 in una manifestazione che aveva nei giovani il proprio target di riferimento. Dopo aver parlato con alcuni rappresentanti delle imprese e viste alcune modalità di “contatto” tra offerta e domanda, chi è alla ricerca di un’opportunità di lavoro seria, non può non essere rimasto sorpreso dal comportamento di alcune imprese.


Molte aziende hanno dato l’idea di partecipare per avere visibilità, non per cercare nuove risorse da inserire in vario modo nell’organico. Ad alcuni ragazzi è capitato di stare in coda per più di mezz’ora, sostenere un colloquio con una rinomata industria di prodotti farmaceutici e sentirsi rispondere, «Guardi, noi al momento non assumiamo, ma se ci lasci il curriculum ti terremo presente».


Un’altra azienda aveva preparato sul tavolo del proprio stand quattro o cinque scatole simili alle urne di voto, sulle quali c’erano scritte le aree di competenza (marketing, area It, ecc…). Il “candidato”, che non aveva la possibilità di fare un colloquio, doveva inserire il proprio curriculum in una di queste urne improvvisate e andarsene per la sua strada, sperando di venire estratto in futuro come un numero del Lotto.

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Code da incidente autostradale si sono registrate davanti agli stand delle agenzie interinali. Ora, se è vero che la manifestazione ha dato l’opportunità di radunare nello stesso posto e poter incontrare molte agenzie per il lavoro in una volta sola, sembra lecito domandarsi, però, se sia stata una scelta coerente: se è vero che il Job Fair è volto a facilitare il contatto face-to-face tra domanda e offerta, in modo da superare la freddezza telematica del “Lavora con Noi” dei siti web o l’invio sistematico di curricula da parte degli aspiranti lavoratori, è vero anche che non è difficile ottenere un appuntamento con le agenzie interinali nei giorni normali.

Nota di biasimo, infine, a quelle aziende (fortunatamente poche) che pur presenti alla manifestazione, prevedevano che il candidato inviasse il curriculum tramite e-mail, rendendo in effetti abbastanza inutile la propria presenza in un evento che fa del faccia a faccia la sua caratteristica distintiva e il suo punto di forza.

Con questo non si vuole certo affermare che il Job Fair sia inutile, anzi rimane un’importante occasione di incontro tra due realtà che spesso non hanno la possibilità di “studiarsi” dal vivo. Tuttavia, alcuni accorgimenti da parte degli organizzatori andrebbero presi, onde evitare che la Fiera del lavoro diventi una vetrina del lavoro: Guardare ma non toccare.

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