Lesbo dopo gli sbarchi: dopo un anno è totalmente deserta COMMENTA  

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I migranti non ci sono più ma il turismo sull’idilliaca isola di Lesbo è crollato drasticamente: colpa dei media che trasmettono vecchie immagini

Un anno dopo l’emergenza degli sbarchi l’isola di Lesbo si è completamente ripresa.

L’ambiente è pulito e da qualche migliaio di rifugiati ne arrivano solo poche decine al giorno. Il turismo però non è riuscito a ringranare la marcia.

Gli arrivi di villeggiatori nella stagione estiva sono calati del 64 %, anche per le crociere le presenze sono scese del 60%. La Camera di Commercio si aspettava un calo, ma non così drastico.

Sotto accusa sono i media che mostrano ancora agli spettatori le immagini di miseria dello scorso anno, con le migliaia di giubbotti di salvataggio abbandonati sulla spiaggia.

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I giubbotti ci sono ancora, i pochi turisti li fotografano, ma sono nella discarica. L’isola è tornata alla normalità invece. I pochi migranti rimasti 3.600 sugli 800mila sbarcati fino allo scorso marzo sono stati sistemati negli appositi centri creati dall’UNHCR.  Il comune ha messo in atto una campagna per riuscire a chiudere la stagione con i minimi danni. Però dopo il tentato golpe di Ankara l’intento è stato un po’ vanificato. Gli albergatori si aspettavano infatti l’arrivo di molti più ospiti turchi, frequentatori abituali dell’isola, dopo il ramadan.  La speranza è quella di arrivare a fine stagione con 80mila turisti sui 120mila soliti.

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