Madre ebrea vince la custodia della figlia contro l’ex marito, un principe saudita COMMENTA  

Madre ebrea vince la custodia della figlia contro l’ex marito, un principe saudita COMMENTA  

Un tribunale francese ha ordinato al principe della Casa Reale saudita  Sattam al-Saud di restituire sua figlia alla madre, una francese di religione ebraica,  Candice Cohen-Ahnine, di 34 anni. La notizia è del Daily Telegraph.


Il principe e l’ex moglie hanno una bambina, Aya, di 10 anni, per il cui mantenimento Sattam al-Saud dovrà versare 10.000 euro.

Negli ultimi tre anni la piccola ha vissuto in un palazzo di Riyadh, mentre il Ministro degli Esteri francese si adoperava per  riportarla in Francia, dove vive la madre. Nel 2008 il principe al-Saud ha presumibilmente rapito Aya durante una visita in Arabia Saudita assieme a Candice Cohen-Ahnine. Secondo il Daily Telegraph, l’uomo ha dichiarato tempo fa alla rivista Le Nouvel Observateur: “Se sarà necessario, farò come  bin Laden e mi nasconderò sulle montagne con Aya”.

Sempre il quotidiano britannico riferisce che il principe e l’ex moglie si sono conosciuti 14 anni fa durante una vacanza a Londra e la bambina è nata nel novembre 2011. La relazione tra i due è continuata fino al 2006, quando al-Saud ha informato la madre di sua figlia di dover sposare una cugina.  Al rifiuto della Cohen-Ahnine di diventare la sua seconda moglie, la storia finì.


 E’ stata proprio la donna a dichiarare che sua figlia le è stata strappata durante un viaggio in Arabia Saudita. In seguito sembra che la madre della bambina sia stata espulsa dal regno, in quanto accusata di essere “nata musulmana e poi essersi convertita all’ebraismo”. L’ apostasia implica la condanna a morte per l’islam e ciò è previsto dal wahhabismo che si applica in quel Paese.


Da lì inizia il calvario e la battaglia diplomatica di Candice per riabbracciare sua figlia. Si ritrova ad essere una delle tante madri che si trovano nella stessa situazione dopo aver sposato od avuto legami con un musulmano. Ha scritto anche un libro: “Ridatemi mia figlia!”.

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Se ora il principe ignora la sentenza del tribunale francese, incorrerà in un mandato d’arresto internazionale. Candice riconosce che questa sia una vittoria per lei, ma è ancora preoccupata per il futuro di sua figlia.

al – Saud ha naturalmente negato il rapimento, affermando che la madre di Aya si era convertita all’islam e che i due si erano sposati in Libano secondo la sharia. Il principe ha affermato che la legge saudita prevede un “affido congiunto” dei figli in caso di divorzio, che aveva offerto all’ex moglie di mantenerla se fosse rimasta in Arabia Saudita e le ha offerto “pieno accesso a sua figlia”.

Invece, sempre secondo l’uomo, Candice Cohen-Ahnine avrebbe chiesto due milioni di euro in cambio della custodia di Aya e se ne sarebbe tornata in Francia. Insomma, prima ha cercato di costringerla a rimanere in Arabia Saudita, poi l’ha accusata di aver abbandonato la bambina in cambio di soldi. “Io non contratto su mia figlia”, ha dichiarato il principe al Daily Telegraph.

Non ha intenzione di rispettare la sentenza e ha comunicato che manderà degli avvocati in Francia per ribaltare la situazione in suo favore. “La Francia non ha diritto di riprendersela” (sua figlia). “Lei è una cittadina saudita e una principessa. Non possono obbligare una principessa a lasciare questo Paese”, ha dichiarato ancora al-Saud al quotidiano britannico. La battaglia non è ancora finita.

 

 

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