Malasanità, madre di 36 anni muore dopo operazione tardiva

Malasanità, madre di 36 anni muore dopo operazione tardiva

Cronaca

Malasanità, madre di 36 anni muore dopo operazione tardiva

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Gravissimo caso di malasanità a Palermo, che ha visto morire una madre di 36 anni dopo un'operazione all'utero, che sarebbe dovuta essere effettuata mesi prima.

Gravissimo caso di malasanità a Palermo, che è purtroppo sfociata in tragedia. Una donna, moglie e madre di due ragazzine, è morta a soli 36 anni dopo un’operazione all’utero. La defunta e la sua famiglia attendevano questa operazione da ben sette mesi. Ma era stato consigliato dal medico specialista di fare l’intervento nel giro di due mesi. Purtroppo, l’ospedale Civico ha ignorato le sollecitazioni, dando sempre precedenza ad altre urgenze. Il marito non riesce a darsi pace, e la procura ha aperto un’indagine su questo caso di malasanità.

Malasanità Palermo

La vittima si chiamava Grazia Sinagra, ed aveva soltanto 36 anni. Era sposata con Giuseppe Crivello, e dal loro amore sono nate due bambine. A Marzo, la donna ha incominciato ad avere fortissimi dolori ad ogni ciclo mestruale. Il medico specialista le ha diagnosticato una endometriosi. Ha poi avvisato la famiglia che un’operazione di questo tipo andrebbe fatta nel giro di due mesi circa.

Ma i mesi di attesa furono ben più di due. Grazia Sinagra riesce finalmente a fissare la data dell’operazione solamente per l’1 novembre. L’intervento è durato circa cinque ore, ed il medico chirurgo, all’uscita dalla sala operatoria, ha tranquillizzato i parenti sulla buona riuscita dell’operazione. Ha addirittura affermato di essere riuscito a salvare le ovaie di Grazia Crivello.

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Errore medico

Il marito Giuseppe ricorda bene questo momento in cui tutto sembrava essere andato per il verso giusto. Ma la povera moglie, nel percorso dalla sala operatoria al reparto, continuava a lamentarsi e a stare male. La donna è rientrata nella stanza, ma nel giro di trenta minuti la situazione è precipitata inesorabilmente. Grazia Sinagra è andata incontro ad un arresto cardiaco. Il suo cuore è stato rianimato dopo diversi minuti, ma da quel momento la poveretta non è più riuscita a prendere conoscenza. Viene trasferita quindi in rianimazione. I dottori le hanno applicato una valvola nel cranio per tentare di diminuire la pressione intracranica.

Ma non è servito. Viene quindi deciso di sottoporre Grazia Sinagra ad un altro intervento per ridurre la pressione sanguigna nel cranio, ma anche in questo caso la situazione non è migliorata. Il quadro clinico peggiorava ogni ora che passava, fino a lunedì mattina quando è drammaticamente terminato il calvario della donna.

Indagini

La procura ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, su questo drammatico episodio di malasanità. Il sequestro delle cartelle cliniche è stato ordinato dal sostituto procuratore Vincenzo Amico, e oggi affiderà l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo della sfortunata mamma. La famiglia si è affidata legalmente all’avvocato Christian Vannucchi dello Studio2M, il quale ha depositato anche un esposto in procura. Il legale richiede una consulenza tecnica per confermare in modo preciso le cause della morte, eventuali e probabili negligenze, imprudenze, o l’imperizia da parte della struttura sanitaria. Nell’attesa degli sviluppi di questa vicenda di malasanità, ci auguriamo che sia fatta giustizia.

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