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Nuove esplosioni in Thailandia: 4 morti, anche 2 italiani feriti

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Nuove esplosioni in Thailandia: 4 morti, anche 2 italiani feriti

Sono ore di altissima tensione in Thailandia, a causa di una serie di esplosioni, almeno una decina, che hanno interessato cinque diverse località del Paese provocando la morte di almeno quattro persone ed il ferimento di altre 40, due delle quali di nazionalità italiana. Le prime bombe sono stata fatte esplodere ieri sera a Hua Hin, cittadina a 200 km a sud di Bangkok; è accaduto in una via adiacente un mercatino turistico molto frequentato; qui sono esplosi due ordigni ad una distanza di 20 minuti l’uno dall’altro, provocando la morte di una persona ed il ferimento di altre 20, compresi i due italiani che non hanno riportato ferite gravi. Il primo ha ricevuto le cure del caso ed è stato dimesso mentre Andrea Tazzioli, 5qenne di Genova, è stato operato alla spalla per la rimozione di una scheggia e all’Ansa ha raccontato di essere stato fortunato in quanto si trovava a due metri dalla bomba al momento dell’esplosione.

Ma i sanguinosi attacchi, frutto di una strategia coordinata e al momento non rivendicati, sono proseguiti anche nelle ore successive di nuovo a Hua Hin, dove sono esplose altre due bombe vicino alla torre dell’orologio, provocando la morte di una persona.

E poi a Surat Thani, più a sud, poco dopo la cerimonia per festeggiare il compleanno della regina thailandese Sirikit. E ancora a Phuket: un ordigno minore ha provocato un ferito nella zona turistica di Patong. La polizia è riuscita anche a disinnescare altre bombe minori; da segnalare poi l’esplosione avvenuta nel pomeriggio di ieri in un mercato a Trang, che ha provocato la morte di una persona e che quasi certamente è collegata alle deflagrazioni successive.

In queste ore proseguono le indagini: esclusa l’ipotesi terroristica, le autorità parlano di ‘sabotaggio locale’ e hanno invitato i turisti a rimanere lontani dalle zone affollate; resta però da chiarire la matrice di questi attacchi, in un paese nel quale da più di un decennio è presente un movimento separatista islamico responsabile della morte di oltre 6000 persone, nell’estremo sud del Paese. Movimento che però ad oggi ha sempre colpito nelle quattro province dove è attivo non mostrando mai legami con l’Isis.

Altra possibilità è il movente politico: nel paese è stata infatti approvata, dopo un controverso referendum, la nuova Costituzione. Oggi peraltro è l’84esimo compleanno della regina ed i militari al potere sono tra i più grandi difensori della monarchia; gli attacchi potrebbero dunque voler lanciare dei messaggi. Il timore è che questa serie di esplosioni abbia pesanti ripercussioni sul turismo locale.

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