Parigi: chi era l'aggressore all'aeroporto di Orly. Tutti gli approfondimenti
Parigi: chi era l’aggressore all’aeroporto di Orly. Tutti gli approfondimenti
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Parigi: chi era l’aggressore all’aeroporto di Orly. Tutti gli approfondimenti

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In seguito a quanto successo ieri all’aeroporto di Parigi, cerchiamo di capire meglio chi fosse l’aggressore. Ecco la sua scheda per conoscerlo meglio.

Ieri all’aeroporto francese di Orly, un aggressore che è stato poi ucciso ha sparato rubando il fucile di una soldatessa. Vediamo chi è questo aggressore attraverso un identikit.

L’aggressore, il cui nome è Zyed Ben Belgacem, di 39 anni, è già conosciuto per una serie di reati legati a traffico di droga e rapina a mano armata. Sono i dati forniti dai servizi antiterroristichi che stanno capendo chi fosse l’attentatore dell’aeroporto. L’uomo è un musulmano radicalizzato in carcere.

In base sempre ai dati forniti dalla polizia, risultava essere schedato con la lettera J, in quanto ricercato e non con la lettera S, come avviene in questi casi e indicativo di persona pericolosa e quindi musulmano radicalizzato. Due anni fa ha subito una perquisizione, che però non ha portato a prove o indizi che potessero far pensare a legami con l’Islam.

Il padre e il fratello, come da prassi, sono stati fermati per cercare di sapere qualcosa in più sul terrrorista.

In base alle indicazioni della polizia, si è cercato di far luce sui suoi spostamenti. Si è scoperto che prima di recarsi all’aeroporto, è giunto in un bard di Vitry, dove è rimasto fino a tarda sera.

In base sempre alle ultime informazioni, in seguito agli spari, è fuggito con l’auto verso Vitry, per poi recarsi nello stesso bar. Ha poi rubato una auto con la quale ha raggiunto l’aerroporto di Orly dove ha sparato rubando il fucile di un soldato.

L’ultimo sms

In seguito al controllo al posto di blocco e poco prima degli spari, avrebbe mandato un sms al padre: “Ho fatto una stronzata, ho sparato alla polizia”.

In base ad alcuni dati e fonti, si apprende che l’uomo abbia pronunciato queste parole: “Deponete le vostre armi, sono qui per morire per Allah, in ogni caso ci saranno dei morti”. Pare che il suo obiettivo fosse quello di fare una vera e propria strage. All’interno dello zaino dell’aggressore, sono stati trovati dei soldi, il Corano e una tanica di benzina con la quale avrebbe compiuto la strage.

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