Playstation VR: descrizione e caratteristiche COMMENTA  

Playstation VR: descrizione e caratteristiche COMMENTA  

Playstation
Il nuovo visore in soggettiva Playstation VR.

Il primo passo di casa Sony verso la realtà virtuale a dimensione casalinga si chiama Playstation VR.

Confortati dai primi dati di vendita, dopo tre settimane in casa Sony possono tirare un sospiro di sollievo. L’azzardo Playstation VR può essere considerato vincente. Gettato sul mercato lo scorso 13 ottobre, il dispositivo per la visione in soggettiva, capace di trasformare l’esperienza videoludica in un’immersione nella realtà virtuale, rappresentava un rischio per un mercato che aveva sempre guardato a queste periferiche con un certo sospetto. Evidentemente, il colosso nipponico è stato in grado di azzeccare il timing, e soprattutto il giusto compromesso fra evoluzione tecnologica e prezzi contenuti (relativamente: sono pur sempre 399 euro). Ma quali sono le principali caratteristiche della Playstation VR?
Scorrendo le principali recensioni del prodotto, balza immediatamente all’attenzione l’unanimità con cui i commenti esprimono più di una perplessità in merito alla rinuncia al WiFi per problemi di stabilità della connessione. In tal modo, però, l’utente è obbligato a una complicata, e verosimilmente scomoda, gestione della cavetteria in dotazione: collegamento visore-Playstation, collegamento visore-processor unit, collegamento processor unit-TV, più il collegamento della PS camera (venduta separatamente ma indispensabile al funzionamento dell’intero set, sul mercato dal 2010 e non esattamente il fiore all’occhiello della gamma di prodotti Sony) e degli eventuali Playstation Move (vedi sopra). Più l’alimentazione. Insomma, se si dispone di uno spazio angusto, non è il massimo della vita. Il resto è una versione casalinga, e giocoforza di qualità ridotta, dei migliori dispositivi di realtà virtuale: la risoluzione dello schermo è 1920 x 1080 pixel totali (vanno divisi in due, dato che si tratta di visione stereoscopica) spalmati su una superficie complessiva di 5,7 pollici. Anche l’angolo del campo visivo è limitato a cento gradi, non il massimo per una visione in soggettiva. In compenso, il display OLED ha una frequenza di 120 Hz, che evita flickering e, di conseguenza, la tipica – e tipicamente fastidiosa – nausea da visore in soggettiva.

Tirando le somme, Playstation VR è un prodotto chiaramente “di compromesso”, un primo passo per tirare fuori la realtà virtuale dalle secche del prodotto d’élite o dell’attrazione da fiera.

Non c’è nulla di completamente riuscito, il che vuol dire che tutto è (molto) migliorabile. Niente di meglio per dare vita a una prolifica generazione di upgrade.

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